"I 66 milioni sulla Viterbo - Civita Castellana - Roma si fermeranno a Sant'Oreste"
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Investimenti per la ferrovia Viterbo-Civita Castellana - Roma, un pendolare di lungo corso scrive alla redazione de La Fune mettendo in guardia: "Quei soldi finiranno solo sul tratto romano della ferrovia".

Investimenti per la ferrovia Viterbo-Civita Castellana – Roma, un pendolare di lungo corso scrive alla redazione de La Fune mettendo in guardia: “Quei soldi finiranno solo sul tratto romano della ferrovia”.

 

La lettera del pendolare Luigi Tozzi

Cara redazione del La Fune,
oggi devo proprio tirarvi le orecchie!

‘Più di 66 ilioni di euro di investimenti sulla Ferrovia Viterbo- Civita Castellana Roma piazzale Flaminio’, un
titolone che non mi aspettavo da uno dei mie quotidiani on line preferiti. Conoscete bene quali siano i risultati della “cura del ferro” che le giunte di sinistra hanno attuato nel Lazio.

Tempi di percorrenza per i “burini” biblici, a favore esclusivamente del traffico romano. Paradossalmente se
si asfaltasse tutta la tratta da Viterbo Porta Fiorentina a Roma Ostiense (80 km circa) e la si percorresse con un
“cinquantino” (40 chilometri orari) la si percorrerebbe nello stesso tempo che ci impiega il treno. Una vergogna.
Investimenti solo per la tratta “metropolitana” ovvero quella della Capitale.

Come quelli sparati dal vostro titolone che sono destinati solo alla tratta romana di quella ferrovia, fermandosi a Sant’Oreste. Un’altra vergogna. Insomma tutte queste cose le conoscete da tempo ma far passare come investimenti per la nostra Provincia e la nostra Città, quelli destinati esclusivamente ai romani, beh, questo da voi non me l’aspettavo proprio”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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