I 5 stelle criticano il centrodestra per la raccolta: "piuttosto firmate la mozione di sfiducia"
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Da un lato l’iniziativa di piazza, in 8 piazze, per raccogliere le firme per cacciare la Giunta Michelini, dall’altro la mozione di sfiducia che vuole presentare il Movimento 5 Stelle e che ha trovato pochi apporti da parte dei colleghi della minoranza in Consiglio.

Spazziamoli via, contro Mandiamoli via. L’opposizione si divide. Da un lato tutto il centrodestra, dall’altro Gianluca De Dominicis del Movimento 5 Stelle. Da un lato l’iniziativa di piazza, in 8 piazze, per raccogliere le firme per cacciare la Giunta Michelini, dall’altro la mozione di sfiducia che vuole presentare il Movimento 5 Stelle e che ha trovato pochi apporti da parte dei colleghi della minoranza in Consiglio.

“Fa sorridere – scrive Gianluca De Dominicis – che gli stessi consiglieri che non hanno firmato la mozione di sfiducia ora cerchino il consenso dei cittadini; quelle stesse forze politiche che dopo l’approvazione dello statuto nel 2000, nel quale si prevedevano gli istituti di partecipazione popolare, non hanno saputo in 15 anni emanare i regolamenti attuativi così come previsto dalla Legge 267/2000 e che ora si rivolgono ai cittadini fingendosi indignati dell’attuale amministrazione per una raccolta firme che sanno benissimo non avere alcun vincolo per l’amministrazione ma solo un valore puramente simbolico proprio per la mancanza di quei regolamenti.

Se veramente queste forze politiche hanno a cuore la città, lo dimostrino firmando la nostra mozione di sfiducia, atto concreto che, questo sì, se siglato da almeno 2/5 dei consiglieri potrebbe essere portato nell’assise comunale e se approvato, anche magari con il voto di coloro che in questi giorni lamentano forti mali di pancia contro la maggioranza  a colpi di articoli sui giornali, portare alle dimissioni del sindaco e conseguentemente passare la parola ai cittadini e a nuove elezioni”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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