Heinz Inlander, il pittore perduto a Grotte di Castro
Grotte di Castro (2)
800 Monastero
Il racconto di Inlander non è solo la cronaca di un individuo, ma diventa un simbolo universale della capacità dell'arte e dello spirito umano di superare le più grandi avversità. La pubblicazione di "Heinz Inlander. Il pittore perduto" nel 2025 si preannuncia quindi come un importante contributo alla memoria storica e alla valorizzazione di una figura artistica ingiustamente dimenticata, offrendo una nuova prospettiva su un periodo cruciale della storia europea.

GROTTE DI CASTRO – Sabato 11 ottobre, Grotte di Castro sarà teatro di un evento culturale di spicco, ospitando la presentazione del libro “Heinz Inlander. Il pittore perduto” di Ron Burnett, pubblicato da Davide Ghaleb Editore.

L’incontro, tenutosi nella Sala Consiliare di Piazza Marconi alle ore 17:30 nell’ambito dell’InCastro Festival del Pensare, svelando la toccante vicenda di un giovane pittore ebreo costretto a fuggire da Vienna alla vigilia dell’annessione nazista dell’Austria.

Il volume, curato da Maria Gabriella Quercia, illumina la storia di Heinz Inlander, un artista la cui vita è stata irrevocabilmente segnata dalla storia europea del XX secolo. Fuggito con la sua famiglia da Vienna sul finire degli anni Trenta per sottrarsi alle persecuzioni naziste, Inlander intraprende un percorso di rinascita artistica e personale.

Il libro documenta la sua evoluzione da giovane rifugiato a pittore affermato negli anni Cinquanta e Sessanta, con un’esistenza divisa tra l’Italia e l’Inghilterra. Attraverso una prosa stratificata che intreccia narrativa, finzione e profonda riflessione, Burnett dipinge un quadro intimo di guerra, perdita e, soprattutto, di straordinaria resilienza. La copertina del libro stesso presenta un ritratto suggestivo del pittore, invitando il lettore a conoscere il volto dietro la storia.

L’autore, Ron Burnett, è una figura di spicco nel panorama accademico internazionale, Presidente Emerito di Emily Carr University of Art and Design di Vancouver. La sua vasta produzione include numerosi saggi e libri sull’arte e la cultura dei media, e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come l’Order of Canada, l’Order of British Columbia e l’Ordre des Arts et des Lettres, testimonianza del suo profondo impatto nel campo della cultura.

La presentazione sarà moderata da Natalia Tulli, che guiderà il pubblico in una conversazione approfondita con l’autore e la curatrice Maria Gabriella Quercia, esplorando le sfumature della ricerca e della scrittura di Burnett. L’evento rappresenta un momento significativo per InCastro-Festival del Pensare, confermando la sua vocazione di proporre al pubblico temi di grande attualità storica e culturale, stimolando la riflessione e la condivisione di storie che meritano di essere riscoperte.

Il racconto di Inlander non è solo la cronaca di un individuo, ma diventa un simbolo universale della capacità dell’arte e dello spirito umano di superare le più grandi avversità. La pubblicazione di “Heinz Inlander. Il pittore perduto” nel 2025 si preannuncia quindi come un importante contributo alla memoria storica e alla valorizzazione di una figura artistica ingiustamente dimenticata, offrendo una nuova prospettiva su un periodo cruciale della storia europea.

© Maurizio Di Giovancarlo / Tuscia Fotografia / La Fune

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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