Hanno transennato la torre di via Raniero Capocci: lo avevamo segnalato alcuni giorni fa

Una grossa crepa sulla torre in via Raniero Capocci ha portato al transennamento della strada. La Fune aveva segnalato il deterioramento visibile a occhio nudo di una parte delle mura civiche, tra le poche non ristrutturate in quella zona della città, vicino all’ingresso del Complesso di San Simeone e Giuda dove sosta il 118.
Una grossa crepa sulla torre in via Raniero Capocci ha portato al transennamento della strada. La Fune aveva segnalato il deterioramento visibile a occhio nudo di una parte delle mura civiche, tra le poche non ristrutturate in quella zona della città, vicino all’ingresso del Complesso di San Simeone e Giuda dove sosta il 118.
Grazie a Google Street View è possibile andare indietro nel tempo e l’immagine che ne viene fuori paragonando le immagini passate con quelle più recenti sembra confermare ciò che a vista d’occhio balza all’attenzione di chi passa sul marciapiede sottostante: la crepa è evidente e non sembra essere messa in sicurezza. Il colpo d’occhio, soprattutto sulla parte destra della torre, è abbastanza inquietante.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…


















