'Hakuna Matata', quattro ragazzi diversamente abili faranno fiorire Pratogiardino
Pratogiardino
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'Hakuna Matata', la rinascita di Pratogiardino riparte da quattro ragazzi diversamente abili e un sogno comune. Questo martedì 28 novembre (ore 10) si inaugura il progetto, primo esempio di rigenerazione urbana di un bene pubblico.

‘Hakuna Matata’, la rinascita di Pratogiardino riparte da quattro ragazzi diversamente abili e un sogno comune. Questo martedì 28 novembre (ore 10) si inaugura il progetto, primo esempio di rigenerazione urbana di un bene pubblico.

Una sinergia fra enti pubblici, privati e volontariato sta rendendo possibile il tutto. Il primo sasso nel 2013, con un finanziamento del Comune di Viterbo che ha permesso all’associazione di volontariato Amici di Galiana Onlus l’acquisto degli attrezzi agricoli per avviare un laboratorio di giardinaggio cogestito con il servizio UOSDDA della Asl Vt3, l’Assessorato alle Politiche Sociali, la cooperativa Gli Anni in Tasca e Il Giardino di Filippo.

Nel 2015, attraverso il bando regionale ‘Bene in Comune’ l’associazione ha provveduto al ripristino e alla rigenerazione del piccolo stabile oggi sede della Banca del Tempo Vitale e della serra che si trovano nella punta Sud di Pratogiardino. Così anche tutta l’area circostante è stata ripulita e sistemata.

Questo martedì, sempre in sinergia con il Comune di Viterbo e la Asl Vt3 Servizio UOSDDA, prende il via un progetto di agricoltura sociale denominato appunto Hakuna Matata. Che vedrà l’avvio del lavoro in serra con la produzione di stagionali e di un orto-giardino impiantato dove negli ultimi anni crescevano solo rovi.

I prodotto dell’orto, coltivato da quattro ragazzi speciali seguiti attraverso Pai dall’Associazione Juppiter, verranno utilizzati da ‘La Casa di San Martino‘, primo esperimento di autonomia abitativa continuata per persone disabili in previsione del ‘Dopo di noi’.

Nella progettazione e nella realizzazione del lavoro in serra e dell’orto i “contadini in erba” sono seguiti tramite collaborazioni con l’Associazione La Giostra Ecologica e con la cooperativa Galiana.

L’Associazione Amici di Galiana sta già stringendo collaborazioni con aziende agricole sul territorio per dare un più ampio respiro al progetto e far sfociare le competenze raggiunte in realtà lavorative.

Il progetto si avvale anche della risorsa importante di due ragazzi del servizio civile. Nel futuro prossimo, in collaborazione con l’Assessorato al Verde Pubblico della dottoressa Raffaella Saraconi e con l’Università Agraria, in questo spazio verrà impiantato un frutteto di razze antiche che rischiano la scomparsa e verrà riattivata la serra per la produzione di stagionali. I viterbesi che vorranno saperne di più o dare una mano saranno i benvenuti.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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