“Ha sempre onorato la divisa che indossava”
Arena
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VITERBO - Il sindaco Arena ricorda il luogotenente Augusto Gioiosi.

VITERBO – Oggi se ne è andata una cara persona. Un uomo buono, garbato, socievole e sempre disponibile.

Se ne è andato a soli 57 anni il luogotenente dei carabinieri Augusto Gioiosi, comandante del nucleo informativo presso il comando provinciale di Viterbo. Lo conoscevo da tanti anni.

Una morte che lascia un po’ tutti senza parole. Senza parole anche l’assessore Elpidio Micci e tutti gli abitanti di Grotte Santo Stefano, luogo di residenza del nostro concittadino.

A nome mio personale e dell’amministrazione comunale, rivolgo le mie più sentite condoglianze alla famiglia Gioiosi per la dolorosa e prematura scomparsa del loro caro.

Condoglianze che estendo e rivolgo al comando provinciale dei carabinieri per la perdita di un uomo che ha sempre onorato e rispettato la divisa che ogni giorno indossava.

Giovanni Maria Arena
Sindaco di Viterbo

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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