Gunda, ecco come Lav racconta le emozioni degli animali che alleviamo
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VETRALLA - Girato in bianco e nero, il film racconta la vita quotidiana di una scrofa, una mucca e un pollo con una sola zampa, dimostrando come non siamo l'unica specie in grado di provare emozioni, avere coscienza o volontà.

VETRALLA – Ultimo appuntamento, mercoledì 11 agosto dalle ore 21,00, con la rassegna cinematografica “Immagini di Specie” organizzata da LAV Viterbo, in collaborazione con Davide Ghaleb Editore e la Cooperativa di comunità Meraviglia, presso il giardino di palazzo Paolocci a Vetralla, con la proiezione di “ GUNDA” (2020, Victor Kossakovsky, Norvegia – USA), durata 93 minuti.

Girato in bianco e nero, il film racconta la vita quotidiana di una scrofa, una mucca e un pollo con una sola zampa, dimostrando come non siamo l’unica specie in grado di provare emozioni, avere coscienza o volontà.

La visione del film sarà preceduta dalla proiezione di una video inchiesta LAV sull’allevamento intensivo di maiali della serie “La Normalità del male” . Per la serata sono previsti un dibattito, la presenza di uno stand informativo, distribuzione di piccoli assaggi alimentari e gadgets vegani.

Il progetto “Immagini di specie” di LAV Viterbo nasce con l’intento di realizzare una campagna di sensibilizzazione in materia di sfruttamento degli animali e allevamenti intensivi in una società specista attraverso una rassegna cinematografica. Nella storia del mondo sono molteplici le cause e le battaglie riguardanti le minoranze e i diritti umani che sono state combattute e, in molti casi, vinte. Tuttavia la discriminazione più strutturale nella nostra società riguarda quella inflitta agli animali non umani.

Lo specismo è una vera e propria ideologia che sta ad indicare una superiorità degli esseri umani rispetto agli animali. Quest’ultimi sono consideranti dei meri oggetti da utilizzare e sfruttare a proprio piacimento; diventano così borse, vestiti, cibo, intrattenimento, mezzi di
trasporto,oggetti durante gli esperimenti. Sono dunque necessari un risveglio della consapevolezza e una conoscenza delle condizioni degli animali torturati in tutti quei luoghi chiusi all’empatia e che si cerca di occultare.

Le proiezioni dei documentari proposti hanno lo scopo di sensibilizzare le persone in materia di sfruttamento degli animali e di allevamenti intensivi in una società specista. LAV Viterbo invita tutti alla visione del film per una maggiore consapevolezza dei danni causati agli animali, all’uomo e all’ambiente da scelte alimentari e sociali evitabili e modificabili in scelte più etiche.

Per informazioni sui biglietti: www.meraviglia.cloud
Prenotazioni gradite su info@meraviglia.cloud

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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