Guido Scalambra a Viterbo, si tratta di uno dei massimi esperti di "abduction"
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VITERBO - Comunemente il racconto mediatico appare semplicistico, nel definire le esperienze e le entità coinvolte, quando invece il fenomeno è complesso e di difficile definitiva comprensione.

VITERBO – Il termine inglese “abduction” corrisponde alla parola italiana adduzione, dal verbo latino ad-ducere che vuol dire “condurre a, portare verso”. In effetti, i così detti addotti sono “coloro che dichiarano di aver provato l’esperienza di “essere condotti a, portati verso”. Ma portati dove? E da chi?

Sono queste le domande che intendiamo porci nella terza conferenza di Sulle Tracce del Mistero che andrà di scena giovedì 2 novembre, alle ore 21, presso la chiesa di Santa Maria della Salute, a Viterbo.

In questo misterioso e affascinante viaggio ci condurrà Guido Scalambra, ricercatore indipendente, che ormai da diversi decenni scandaglia e studia il fenomeno delle abductions in tutti i suoi aspetti.

Comunemente il racconto mediatico appare semplicistico, nel definire le esperienze e le entità coinvolte, quando invece il fenomeno è complesso e di difficile definitiva comprensione.

Quali ipotesi e spiegazioni possiamo mettere in campo? E nel caso la natura delle abductions fosse esogena, a che scopo vengono perpetrate da ormai così tanti decenni? Ed è possibile prevedere i prossimi step del fenomeno?

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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