Guerra del latte, Coldiretti Viterbo: "Niente soldi alla trasformazione se prima non si risolve la situazione dei pastori. Ne va del destino anche di 1500 aziende della Tuscia"
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VITERBO - "Come chiesto dai pastori con l’impegno formale del Governo, è dunque necessario – sottolinea Pacifici - che gli stanziamenti previsti nel provvedimento siano vincolati al raggiungimento di un accordo che assicuri un anticipo sul prezzo superiore ai costi di produzione determinati dall’Istituto pubblico Ismea con una griglia di indicizzazione ed una clausola di salvaguardia che garantiscano nel tempo il raggiungimento del valore di un euro richiesto dagli allevatori".

VITERBO – “Niente soldi pubblici alle realtà di trasformazione e commercializzazione, senza la garanzia di un giusto prezzo per il latte consegnato dai pastori, come abbiamo sempre sostenuto a tutti gli incontri”. 

E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Mauro Pacifici, ricalcando con fermezza la linea nazionale del Presidente Prandini, in riferimento ai contenuti del provvedimento sulle emergenze agricole all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri su richiesta del Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio. 

“Come chiesto dai pastori con l’impegno formale del Governo, è dunque necessario – sottolinea Pacifici – che gli stanziamenti previsti nel provvedimento siano vincolati al raggiungimento di un accordo che assicuri un anticipo sul prezzo superiore ai costi di produzione determinati dall’Istituto pubblico Ismea con una griglia di indicizzazione ed una clausola di salvaguardia che garantiscano
nel tempo il raggiungimento del valore di un euro richiesto dagli allevatori”.

“I trasformatori – aggiunge il Direttore di Coldiretti Viterbo Alberto Frau – non possono essere beneficiari delle consistenti misure di sostegno pubblico messe in campo dal Governo, con l’acquisto di pecorino romano invenduto giacente presso i loro magazzini, senza che sia stato contestualmente concluso un accordo equo con i pastori, ai quali continuano ad essere invece corrisposti compensi insostenibili”.

“E questo nonostante il fatto che – aggiunge Pacifici – le vendite di pecorino romano siano aumentate di oltre il 30% nei primi dieci giorni dall’avvio della campagna di valorizzazione realizzata dalle aziende della Grande Distribuzione e da Campagna Amica. Senza dimenticare la necessità di una profonda ristrutturazione della filiera e il commissariamento del Consorzio del Pecorino Romano sul quale gravano pesanti responsabilità della crisi.

In gioco ci sono ben 1.500 allevamenti della Tuscia e Coldiretti ha come primario obiettivo la loro tutela, con un piano economico-produttivo solido e duraturo, senza proclami e senza false promesse o manie di protagonismo. Pensiamo solo ed esclusivamente ai pastori”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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