
VITERBO – L’organizzazione del Natale 2019 regala alla città capoluogo la madre di tutte le battaglie sul fronte eventi. Dopo quanto sta accadendo in queste settimane nulla sarà più come prime e Palazzo dei Priori, a nostro parere, si sta infilando in una situazione buia e potenzialmente piena di mostri.
I fatti, quello che verrà da qui in avanti ci diranno se quanto stiamo sostenendo sia vero o meno. All’orizzonte però non ci sembra di scorgere nulla di buono. Il cuore del presente articolo nasce in seguito alla lettura di quello che chiameremo “il postulato di Baffo”. Baffo come Andrea Baffo, da cui l’abbiamo letto per la prima volta in queste ore.
“Il Comune decide, legittimamente, di non tenere conto dello storico, ovvero che da sempre e per 3 anni consecutivi ha concesso autorizzazione a Caffeina, ma nell’agire così stabilisce un principio interessante per la nostra città: chiunque presenterà una domanda per realizzare un evento che già esiste e negli stessi giorni (San Pellegrino in Fiore e altri ad esempio) il comune dovrà adoperare lo strumento del bando. Questo lo scenario che si dovrebbe aprire, per coerenza e logica”; così scrive Baffo.
Ci abbiamo riflettuto sopra e conveniamo su un fatto: ha ragione. Niente ha più certezze. Se domattina noi de La Fune fondassimo un’associazione qualsiasi e volessimo organizzare ‘San Pellegrino in Fiore’ sotto il nome di ‘San Pellegrino vestito a primavera’ potremmo trovarci nella condizione di “fare secca” (ci perdonino gli organizzatori storici che stimiamo e che intendiamo rassicurare) una manifestazione storica. Stesso discorso per Caffeina, Ludika, il villaggio di Natale, etc. Tutto può essere rimesso in discussione in qualsiasi momento e se magari riuscissimo a esprimere anche un’amministrazione in linea con il nostro modo di pensare ci potremmo trovare nella situazione di vincere facile su tutto. In barba alle fatiche, alle idee, all’impegno di chi magari per anni ha messo in piedi qualcosa di interessante e utile alla vivacità della città.
Il postulato di Baffo, in buona sintesi, mette in evidenza il grosso “tana libera tutti” che la decisione maturata in queste settimana dall’amministrazione Arena ha pronunciato. A guardarlo bene questo Natale rischia davvero di fare scuola e diventare la madre di tutte le battaglie sul fronte dell’organizzazione eventi. Farneticazioni? Vedremo.


















