
Scatta una guerra mediatica fra Marco Volpi e il Pd di Grotte di Santo Stefano, iniziata – pare – proprio da quest’ultima che ieri ha rilasciato una nota nella quale invitava il consigliere comunale a pagare la sua quota di iscrizione al partito. “Carissimo consigliere Marco Volpi, con rammarico, il circolo Pd di Grotte Santo Stefano ti rinnova pubblicamente l’invito di adempiere al versamento della quota annuale di 500 euro come da impegno morale liberamente assunto nel momento in cui sei stato eletto consigliere comunale nelle fila del Pd, espressione di questo circolo territoriale, dei suoi iscritti, degli elettori grottani che ad esso fanno riferimento ed al quale risulti tuttora iscritto”.
Secondo la sezione del Pd di Grotte, le quote che tutti pagano servono a dare “sostegno economico necessario per affrontare con tranquillità iniziative, costi di gestione e quelle spese delle campagne elettorali delle quali anche tu ti sei avvalso”. Un problema, quello generato da Volpi, che la sezione del Pd non esita a definire “umanamente sgradevole e moralmente imbarazzante”, tanto da costringere il direttivo a ricorrere alla stampa, a quanto pare.
Non si fa attendere troppo la replica del consigliere comunale, che tende subito a puntualizzare che la risposta è dovuta visto che “l’unica cosa di sgradevole in questa vicenda è il tentativo pacchiano di screditare volgarmente la mia persona ed il mio impegno politico, da parte di un circolo che mi è diventato apertamente ostile. E’ noto infatti che vive con fastidio il mio impegno per la comunità grottana, che rivendico con orgoglio di perseguire anche quando necessita andare contro gli ordini di scuderia, senza sudditanze ai soliti noti”.
Riguardo le accuse ricevute dal partito di Grotte, però, Volpi non si fa trovare impreparato e replica: “Io invece la tessera ce l’ho e l’ho pagata regolarmente, coi miei soldi. Così come sono numerose le occasioni in cui ho contribuito a sostenere a Grotte e in città le iniziative del Pd, non solo col lavoro politico, ma anche con sostegni finanziari”.
“Se con queste meschinità – dice il consigliere comunale – pensano di confondere le acque sbagliano di grosso; riguardo a questo specifico contributo avevo ampiamente anticipato al segretario del circolo che preferivo devolverlo ad azioni benefiche per la comunità Grottana, cosa che ho puntualmente fatto in occasione del Natale, senza sbandierarlo più di tanto, dando ascolto a quel che mi diceva la nonna: ‘fai del bene e non farlo sapere’. A chiunque me lo chieda chiarirò tutto di tale contributo – con impegno alla riservatezza – proprio per mantenere tale profilo. E a scanso di equivoci lo rifarò subito, senza aspettare Natale 2016, per la identica cifra, e lo rifarò ancora, fino a che sarò consigliere comunale, fino a che il circolo non pubblicherà – come richiesto e dovuto – un rendiconto reale e leggibile delle entrate e delle uscite che documenti, per quali attività di sostegno alla vita democratica e politica i soldi delle tessere e dei contributi vengono spesi”.
La bagarre, infine, dal lato economico si sposta sul reciproco sostegno tra consigliere e sezione del Pd. Sostegno che Volpi dice essere mancato sempre. “E lo rifarò, perché mi si chiede di sostenerlo, ma quasi mai ho visto questo circolo a sostegno delle istanze che porto avanti nella sede del consiglio Comunale. Come consigliere del Pd non ho visto un comunicato di sostegno. Ho letto comunicati che hanno volutamente dimenticato la mia attività politica (26 ottobre 2015), su questo ed altro ho chiesto spiegazioni senza ottenere risposte valide, evidente che sono riconosciuto da quelle parti solo come contribuente”.
Finita l’argomentazione Volpi lancia un ulteriore messaggio al circolo Pd che lo ha accusato: “visti i toni e le parole usate, mi riservo di valutare gli estremi di una querela; nel qual caso annuncio che eventuali risarcimenti li devolverò nuovamente in solidarietà concreta per metà e per metà al circolo, così avranno quello che reclamano così maldestramente”.


















