

Venerdì si dovrebbe tenere l’incontro con Lorenzo Guerini: alle porte dunque un’altra settimana intera di agonia, almeno. La riunione decisa questa settimana a Roma dagli eletti di Parlamento, Regione e dal vice di Renzi e dal segretario Regionale Fabio Melilli per parlare della crisi di Viterbo, è stata convocata per venerdì prossimo.
L’appuntamento, inizialmente previsto per lunedì o martedì, sarebbe slittato fino al 12 febbraio, a fine settimana, proprio ad una settimana dalla scadenza per evitare il lungo Commissariamento di almeno 15 mesi del Comune di Viterbo. La riunione vedrà riunita la direzione provinciale alla quale si affiancheranno gli emissari del Partito Democratico non viterbese. All’ordine del giorno la crisi del Comune di Viterbo, ieri arrivata al punto più basso con un Consiglio comunale surreale.
Le attenzioni ora sono tutte sui sette consiglieri del Partito Democratico che non hanno partecipato ieri ai lavori del Consiglio, ma che sono stati nominati più volte. Su di loro le speranze degli oppositori di Michelini si stanno affievolendo e si starebbero trasformando in rabbia. Più volte ieri in Consiglio sono stati chiamati in causa come i veri responsabili di questa crisi, insieme a Michelini. D’altronde il potere di decidere la fine dell’amministrazione, in Consiglio, ad oggi ce l’hanno solamente loro e il loro lungo attendere le vicende del Partito rischia di far molto male a Viterbo. Qualora non decidessero di rientrare infatti è impensabile vedere il Consiglio trasformato in una barricata per troppo tempo.
Dopo che venerdì, sempre che non venga rinviata dimostrando la sensazione che da Roma vorrebbero evitare il voto a giugno 2016, la direzione provinciale si esprimerà, mancherà appena una settimana per giungere ad una decisione ed evitare le elezioni nel 2017. Marini intanto ha già fatto sapere che passato il tempo, non sarebbe più disposto ad assecondare i sette. E potrebbe non essere l’unico. Nessuna traccia infine dell’appuntamento del gruppo del Partito Democratico di cui si era parlato a Roma. Lì davvero potrebbero volare gli schiaffi, non figurati come quelli raccontati da TusciaWeb, ma veri, e dunque forse meglio così.

















