Gruppo consiliare M5S alla Regione Lazio: “Il consiglio dei ministri dice no all’impianto fotovoltaico in località Pian di Vico sul quale avevamo espresso anche noi forti dubbi”
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TUSCANIA – Il gruppo consiliare M5S alla regione Lazio interviene per commentare la decisione del consiglio dei ministri di bloccare la realizzazione dell’ impianto fotovoltaico in località Pian di Vico.

TUSCANIA – Il gruppo consiliare M5S alla regione Lazio interviene per commentare la decisione del consiglio dei ministri di bloccare la realizzazione dell’ impianto fotovoltaico in località Pian di Vico.

“Il consiglio dei ministri accoglie l’opposizione del ministro ai Beni culturali per l’autorizzazione dell’impianto fotovoltaico in località Pian di Vico a Tuscania e a quello di Montalto di Castro.

“Il consiglio dei ministri – si legge nel provvedimento – a norma dell’articolo 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241, ha deliberato di accogliere l’opposizione del ministro per i beni e le attività culturali avverso il provvedimento della Regione Lazio, del 29 marzo 2019, di autorizzazione alla realizzazione di un impianto fotovoltaico in località Pian di Vico, nel comune di Tuscania e di accogliere l’opposizione del ministro per i beni e le attività culturali avverso il provvedimento della regione Lazio, del 31 maggio 2019, di autorizzazione alla realizzazione di un impianto fotovoltaico nel comune di Montalto di Castro (VT), località Campomorto e Canino.

Una decisione sulla quale prende posizione il Movimento 5 stelle in regione. 

“Sulla realizzazione dell’impianto fotovoltaico autorizzato dalla regione Lazio in località Pian di Vico nel comune di Tuscania in provincia di Viterbo, avevamo già espresso forti dubbi con una interrogazione a prima firma Silvia Blasi.

Oggi la notizia che il consiglio dei ministri ha deliberato di accogliere l’opposizione del ministero per i Beni e le Attività culturali contro il provvedimento della regione Lazio che ha dato l’avallo a questo eco-mostro, ci dice che eravamo sulla strada giusta.

Stiamo parlando di 246 ettari di terreno, pari a 250 campi di calcio che, con l’installazione dei pannelli, saranno sottratti all’attività agricola e zootecnica, con i conseguenti danni all’ambiente, alla biodiversità ed a tutto l’indotto strettamente collegato ed esse.

Il settore agricolo nel viterbese ha un’importanza primaria, lo testimonia il fatto che nell’ultimo decennio, a differenza delle altre province del Lazio, c’è stato un aumento considerevole di posti di lavoro con ricadute positive  su tutto il tessuto imprenditoriale ed economico della zona. Al tempo stesso non risulta preponderante la richiesta di energia, così come indicano i dati secondo i quali l’intera provincia si posiziona al penultimo posto nel Lazio per consumi energetici.

Tra l’altro, proprio nel Ptpr le aree in oggetto sono state classificate come ‘paesaggio rurale’ e ‘paesaggio agrario di valore’ e ciò significa che gli impianti per la produzione di energia che abbiano un grande impatto territoriale non sono consentiti, o consentiti previa una valutazione di compatibilità che attesti la mancanza di effetti negativi ed ineliminabili sul paesaggio. Nel caso in questione con la rimozione di uno strato di terreno e il successivo riempimento con materiale di cava si produrrebbero danni paesaggistici non recuperabili.

Non possiamo permettere che il suolo agricolo continui a subire le rovine dell’urbanizzazione, tanto più a fronte di una non reale necessità che giustifichi la creazione di tali obbrobri ambientali, ci auguriamo che l’atto del Consiglio dei Ministri produca quanto prima i suoi effetti”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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