Gruppo comunale FdI: "Il Comune latita sul termalismo"
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VITERBO - "Stupisce che l'assessore Floris parli di ritardi ereditati sul termalismo, perché l'assessore dovrebbe conoscere bene tutte le attività portate avanti dalla passata amministrazione".

VITERBO – “Stupisce che l’assessore Floris parli di ritardi ereditati sul termalismo, perché l’assessore dovrebbe conoscere bene tutte le attività portate avanti dalla passata amministrazione e, poi, anche dalla Commissione prefettizia, proprio per la sua professione e per la consolidata esperienza in materia.

Inoltre, avendo accesso agli archivi del Comune, ci potrà dire come sono andate le misurazioni del pozzo che serviva le Ex terme Inps, che sono state fatte nel 2020 e 2021. E, di sicuro ci potrà dire anche come, sotto il suo assessorato, sono proseguite e quali sono i risultati.

Non capendo di quali ritardi parli Floris, comunque il progetto di riqualificazione, qualunque esso sia, deve essere basato su quanta acqua c’è a disposizione. E per questo i dati assunti sono un valore imprescindibile. Infine, la notizia della commissione sul Bagnaccio, è una buona notizia.

Ora la speranza è un cambio di passo, perché tre anni per fare un bando pubblico di assegnazione di un pozzo termale sono stati troppi, rispetto alle rapidità con cui si prometteva la riapertura ai quattro venti durante la campagna elettorale. Ma quello della abissale differenza tra promesso e mantenuto è un problema di questa amministrazione che, purtroppo, conosciamo bene”. Così in una nota il gruppo di Fratelli d’Italia al Comune di Viterbo.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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