
Una centrale a biometano da realizzare a un chilometro in linea d’aria dal centro abitato di Grotte Santo Stefano. Una questione che nel paese, circa 4mila anime, sta accendendo preoccupazioni e scaldando gli animi.
La centrale al momento è solo su carta, al vaglio della terza commissione consiliare di Palazzo dei Priori. E la pratica sarebbe ferma perché proprio i consiglieri comunali hanno chiesto ulteriori dettagli all’azienda che ha fatto richiesta di costruirla. Si tratta della Cosmo Energy srl. “Un start up agricola che opera nell’ambito delle energie rinnovabili e brevettata nell’ambito del biometano”, si legge sul sito web della stessa.
Il luogo scelto per dare vita a tutto questo si chiama località Campolungo. Vicinissimo al centro e quindi motivo di preoccupazione per i residenti. La centrale non è esattamente una cosa piccola. Si tratta di un impianto capace di produrre 50mila metri cubi di metano all’anno, bruciando qualcosa come 50mila tonnellate sempre annue di biomasse.
Ed è “un forno mangia tutto”, come lo raccontano in paese. Si “nutre” infatti di rifiuti dell’industria agroalimentare, frazione organica dei residui urbani e scarti zootecnici. La paura è legata agli odori che considerando la vicinanza del sito alcuni ritengono potrebbero raggiungere le case. Poi c’è la questione del combustibile da trasportare con mezzi pesanti e vista la quantità stimata necessaria per la produzione annua in molti ritengono che si andrà a sviluppare un traffico pesante eccessivo.
Dalla sua la Cosmo Energy ha il vantaggio che questo tipo di progetti sono sostenuti e promossi da tutta una serie di normative europee e ministeriali, che nascono nel contesto di promozione della produzione di energie alternative. A Grotte Santo Stefano i cittadini stanno discutendo della faccenda e l’idea è quella di costituire un comitato per “sorvegliare” il progetto. Della questione si stanno occupando in prima linea i consiglieri comunali delle frazioni Marco Volpi e Augusta Boco.


















