Grazie Facchini!
trasporto 2015 basilica
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Il Trasporto 2016 è stato consegnato alla storia della città. Grande emozione per i facchini e per tutti i presenti. Momenti indimenticabili il passaggio su tutta via Marconi e il "Sollevate e fermi!" per i terremotati.

Un regalo, grande. Fatto di fede, fatica, fiducia l’uno nell’altro, forza. Il miracolo del Trasporto è accaduto, anche quest’anno. Dalla “mossa” di San Sisto, con la consapevolezza negli occhi dei cavalieri di Rosa di dovercela mettere tutta e che non sarebbe stato facile. Con la certezza, sulla pelle degli stessi, di poter fare conto sulla solidità della voce di quel gigante del capofacchino Sandro Rossi, sugli occhi attenti delle guide, sulla supervisione benevola ma rigorosa dell’attuale padre del Sodalizio Massimo Mecarini. Ma soprattutto i facchini – questi “uomini forti” e questi “uomini coraggiosi”, come ebbe a definirli Giovanni Paolo II – hanno potuto fare conto sui viterbesi. Maggioranza tra la folla e vera colonna emotiva di tutto il passaggio di Gloria.

L’hanno davvero “portata a girar” quella Rosa di cui scrisse Lorenzo Celestini nella canzone ‘Quella sera del tre’, che per tutta la giornata di oggi ha risuonato nella mente della gente. L’hanno fischiettata, uno a uno, potete giurarci, i ciuffi, le spallette, le stanghette, le corde, gli addetti ai cavalletti durante il percorso a piedi che dalle loro case li ha portati al raduno. L’hanno cantata, stonata come spesso viene fuori, i giovani in attesa. Tutti di quell’unico sentimento.

Prima di incominciare i facchini hanno deciso di farsi abbracciare dai ragazzi speciali di Juppiter sui gradini di palazzo papale, per poi incamminarsi nel “giro delle sette chiese”. Il silenzio e l’esplosione nell’ultimo “Sollevate e fermi!”. Con la voce di Rossi che va dritta, si spezza per un secondo e quasi sfonda i timpani. Gloria va su, davanti alla basilica, perché vuole abbracciare i fratelli colpiti dal terremoto, vuole dire una cosa semplice: insieme, uniti, ci si può risollevare.

E’ stato un trasporto di bellezza. Tanti i segni, enorme lo sforzo in più. Come andare giù per via Marconi, salutare la gente con gli occhi sgranati su via Cairoli e mettere così una tacca sulla storia cittadina. La dedica a Nadia Benedetti e ai terremotati, l’applauso senza tempo della curva costruita appositamente in piazza del Comune. Raffaele Ascenzi con un sorriso stampato in faccia, Mirko Vincenzo e tutto il gruppo dei Fiorillo concentrati e pronti a esplodere nella felicità, bagnata da spumante, alla fine del tutto. Perfetta l’organizzazione, un viaggio nello spazio e nel tempo. Poco, stretto quello a disposizione per gestire al meglio un tragitto così grande. Eppure ce l’hanno fatta. Sono partiti alle 21 o giù di lì, consegnano il Trasporto 2016 prima della mezzanotte. Una prova che entra nella storia della tradizione. La Macchina all’arrivo ha regalato l’ultima sorpresa illuminandosi di rosso. E dopo la posa il nuovo “Sollevate e fermi!”. Rossi l’ha urlato così: “Per chi c’è, per chi c’era e per chi non c’è più. Forza, metteteci il cuore”. Poi lo spumante e la festa. La città è felice, grazie.

 

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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