Grazie alla minoranza, la maggioranza può ripartire dalle Commissioni: rimescolamento per 2a, 3a e 4a
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Ristabiliti così i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione, ora bisogna capire se saranno mantenuti quelli all’interno della maggioranza. Martedì la prova del nove, con la convocazione della terza commissione, forse la più importante, che dovrà eleggere presidente e vice, e poi sviscerare il progetto sulle Terme di Paliano.

La maggioranza prova a far ripartire la macchina amministrativa ripartendo dalle Commissioni. Dopo una pausa lunga una stagione politica, più o meno dal dopo santa Rosa 2015 a quello di oggi, il centrosinistra rimescola, con l’aiuto dell’opposizione, le Commissioni consiliari. Per farle ripartire. In particolare la terza e la quarta, ferme da tempo immemore. Ma è stata rivista anche la seconda.

A rendere necessaria la rivisitazione delle Commissioni l’impantanamento della pratica sulle Terme di Paliano e sul Free Time. Ad ospitare la discussione sarà la terza, che fino ad oggi non ha presidente né vice, perché la maggioranza non ha i numeri per eleggerli. Le dimissioni di Gianmaria Santucci dall’opposizione dovrebbero permettere di ricostituire una maggioranza capace di eleggerli e quindi di far ripartire i lavori dopo oltre un anno di pausa. Al posto di Santucci entrerà Livio Treta. A creare uno spazio nella quarta invece è Francesco Moltoni, che come Santucci ha fatto un passo indietro. Al loro posto ancora Livio Treta e Claudio Mecozzi. Rimescolamento anche nella seconda dove entra Claudio Mecozzi ed esce Claudio Ubertini.

Ristabiliti così i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione, ora bisogna capire se saranno mantenuti quelli all’interno della maggioranza. Martedì la prova del nove, con la convocazione della terza commissione, forse la più importante, che dovrà eleggere presidente e vice, e poi sviscerare il progetto sulle Terme di Paliano.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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