Gravidanza podalica, attivo a Belcolle l'ambulatorio per le manovre esterne
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VITERBO - Il dipartimento della Salute della donna e del bambino della Asl di Viterbo, diretto da Giorgio Nicolanti, da alcune settimane ha attivato presso l’ospedale di Belcolle un ambulatorio dedicato alla donna in gravidanza con feto in presentazione podalica.

VITERBO – Il dipartimento della Salute della donna e del bambino della Asl di Viterbo, diretto da Giorgio Nicolanti, da alcune settimane ha attivato presso l’ospedale di Belcolle un ambulatorio dedicato alla donna in gravidanza con feto in presentazione podalica.

Tutte le donne desiderose di affrontare il parto per via vaginale, a cui viene diagnosticata la presentazione podalica nel terzo trimestre di gravidanza, possono prendere contatto con il reparto di Ostetricia di Belcolle per ricevere informazioni più dettagliate sul rivolgimento per manovre esterne.

L’epoca gestazionale migliore per il primo contatto con l’ambulatorio è da 34 a 36 settimane. In questo modo la futura mamma potrà effettuare un approfondito colloquio con l’ostetrica che, oltre a fornire tutto il materiale informativo, darà anche dei suggerimenti per fare in modo che il bambino si giri autonomamente.

Se il feto, al controllo successivo, è ancora podalico si proporrà la procedura di rivolgimento. La manovra viene effettuata in ambiente ospedaliero da ginecologi e ostetriche esperte. Il profilo di sicurezza di tale manovra è elevato ed è gravato da complicanze minori rispetto all’intervento chirurgico addominale di taglio cesareo. Il feto viene continuamente monitorizzato con l’ecografia durante tutta la procedura mentre il ginecologo effettua una manipolazione esterna sull’addome materno per ottenere la rotazione del feto dalla presentazione non cefalica alla presentazione cefalica. La donna solitamente tollera bene la manovra e il nascituro, accompagnato dalle mani dell’operatore, si posiziona stabilmente con la testa verso il basso (presentazione cefalica) in più della metà dei casi. La procedura dura pochi minuti e prevede un periodo di osservazione di circa un’ora senza necessita di un vero ricovero.

“Durante le ultime settimane di gravidanza – commenta Giorgio Nicolanti – può capitare che il nascituro sia posizionato con la testa verso l’alto e le natiche verso il basso. Questa particolare posizione del bambino si definisce ‘presentazione podalica’. Il feto durante la gravidanza si gira molte volte e, spesso, la madre percepisce questi importanti movimenti, ma quando ci avviciniamo al termine della gravidanza la probabilità che il nascituro cambi la sua presentazione è molto bassa e diventa trascurabile dopo 37 settimane, soprattutto nelle donne che non hanno mai avuto parti precedenti”.

In Italia i dati dell’Istituto Superiore di Sanità (CeDAP) riportano il 4% di casi di presentazione podalica sul totale dei nati.

“Esistono alcuni centri in Italia che offrono la possibilità di effettuare il parto vaginale podalico – prosegue Nicolanti -, ma importanti studi clinici pubblicati negli ultimi decenni hanno messo in evidenza che il parto vaginale, se il feto rimane podalico, può essere più complicato. L’alternativa al taglio cesareo programmato in caso di presentazione podalica è rappresentata da una procedura molto sicura che prende il nome di versione cefalica per manovre esterne o rivolgimento per manovre esterne (RME) in inglese External cephalic version (ECV). Nella recente riunione organizzativa che ha coinvolto tutto il personale del Dipartimento, è stato veramente stimolante e gratificate l’ascolto delle testimonianze dirette di alcune neomamme che hanno potuto affrontare il parto naturale dopo il rivolgimento effettuato dai nostri operatori. Affrontare un parto fisiologico per via vaginale rappresenta non solo un’esperienza unica per la donna, ma anche la modalità più sicura secondo tutte le linee guida scientifiche nazionali ed internazionali”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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