
VITERBO – Un silenzio assordante. Un silenzio che grida forte il “no” dei viterbesi alla violenza e alla paura. “Viterbo alza la testa” recita lo slogan che ha portato quasi duemila persone a partecipare al corteo per le vie del centro città nonostante il freddo fuori stagione per essere il 6 maggio. Giovani, anziai, studenti, commercianti, famiglie. Un intero popolo è sceso in strada.
Molte le personalità politiche presenti.
Commovente è stato il momento in cui il corteo si è fermato a via San Luca, di fronte all’ormai tristemente noto negozio di Norveo Fedeli.
Il corteo silenzioso ha poi ripreso il suo cammino fino a giungere a destinazione, ovvero il santuario di Santa Rosa. Lì, le autorità alla testa del corteo hanno accesso dei lumini e li hanno posti sulla scalinata andando a formare la parola ”Viterbo”.
Una città che ha deciso di non rassegnarsi alla violenza e alla paura. Una comunità, quella viterbese, che in un momento difficile ha saputo trovarsi e ritrovare sé stessa. Un popolo che, rifiutando ogni forma di violenza, chiede, con voce silenziosa, sicurezza e giustizia.


















