Grande partecipazione e commozione alla marcia silenziosa contro la violenza
viterbo
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VITERBO – Circa duemila persone sono scese in strada per partecipare alla marcia silenziosa “Viterbo alza la testa”.

VITERBO –  Un silenzio assordante. Un silenzio che grida forte il “no” dei viterbesi alla violenza e alla paura. “Viterbo alza la testa” recita lo slogan che ha portato quasi duemila persone a partecipare al corteo per le vie del centro città nonostante il freddo fuori stagione per essere il 6 maggio. Giovani, anziai, studenti, commercianti, famiglie. Un intero popolo è sceso in strada.

Molte le personalità politiche presenti.

Commovente è stato il momento in cui il corteo si è fermato a via San Luca, di fronte all’ormai tristemente noto negozio di Norveo Fedeli.

Il corteo silenzioso ha poi ripreso il suo cammino fino a giungere a destinazione, ovvero il santuario di Santa Rosa. Lì, le autorità alla testa del corteo hanno accesso dei lumini e li hanno posti sulla scalinata andando a formare la parola ”Viterbo”.

Una città che ha deciso di non rassegnarsi alla violenza e alla paura. Una comunità, quella viterbese, che in un momento difficile ha saputo trovarsi e ritrovare sé stessa. Un popolo che, rifiutando ogni forma di violenza, chiede, con voce silenziosa, sicurezza e giustizia.

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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