Grande Fratello, la vittoria di nonna Pasqualina
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Grande clamore intorno a questa edizione del Grande Fratello. Non solo per il vincitore “made in Viterbo” Alberto Mezzetti, non solo per la risonanza che quest’anno questa quindicesima edizione ha portato in tutta Italia, ma anche perché in quella casa, c’è stata anche una grande vincitrice.

Grande clamore intorno a questa edizione del Grande Fratello. Non solo per il vincitore “made in Viterbo” Alberto Mezzetti, non solo per la risonanza che quest’anno questa quindicesima edizione ha portato in tutta Italia, ma anche perché in quella casa, c’è stata anche una grande vincitrice.

E’ Pasqualina, caposaldo della famiglia Mezzetti, nonna di Alberto, una personalità che da subito si è lasciata notare. Chi vive a Viterbo non può non conoscerla, i suoi look sempre curati in giro per il centro storico non passano mai inosservati.

Novanta anni suonati e un grande amore per il nipote e per la città dove è nata e cresciuta. San Faustino, il mercato della frutta, il gelato a Piazza della Rocca, sempre il sorriso e una “viterbesità” che si vede già da lontano.

Proprio con questa genuinità di casa nostra, la nonna più famosa d’Italia è entrata ieri sera nella casa più spiata d’Italia e ha intrattenuto il pubblico con risate e parole semplici che l’hanno sempre ripagata.

“Trentadue denti tutti suoi” così la presenta Alberto Mezzetti al grande pubblico di Canale5 e, in poco meno di mezz’ora, tutti conoscono la verve di Nonna Pasqualina.

Siamo quasi sicuri che gli applausi più forti, in città, se li prenderà proprio tutti lei. Di sicuro domattina, al mercato di San Faustino, ci sarà una grande star.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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