Grande Fratello 15, vince Alberto Mezzetti
Senza-titolo-4
Stati Generali 02 800x120
Dopo quasi cinquanta giorni si spengono i riflettori sulla casa più spiata d’Italia e un nuovo vincitore attraversa la porta rossa della vittoria: il viterbese Alberto Mezzetti è il vincitore della quindicesima edizione del reality più chiacchierato e seguito di sempre.

Dopo quasi cinquanta giorni si spengono i riflettori sulla casa più spiata d’Italia e un nuovo vincitore attraversa la porta rossa della vittoria: il viterbese Alberto Mezzetti è il vincitore della quindicesima edizione del reality più chiacchierato e seguito di sempre.

Capelli biondi, modi gentili e atteggiamento ruspante,  il Tarzan viterbese si aggiudica la finale con oltre il 57% dei voti. Questo soprannome diventa subito il suo biglietto da visita, quello che lo caratterizza e lo rende simpatico all’esigente pubblico di Canale5. Sbaraglia tutti, famosi e meno famosi, tipi arroganti o dalla lacrima facile, perfino le belle ragazze che fanno sempre molta audience.

Molto conosciuto a Viterbo, il 34enne è stato seguito e tifato da molti gruppi d’ascolto che sono nati spontaneamente: tutti sul divano davanti alla tv a tifare Alberto che con garbo e sottovoce si è portato a casa i tanto ambiti € 100.000, ma soprattutto una grande soddisfazione. I social hanno testimoniato questa grande partecipazione.

Dal suo profilo Instagram, Alberto si dice “stanco ma molto felice” e soprattutto dedica un pensiero a tutti coloro che lo hanno sostenuto Grazie a tutti  per l’apprezzamento che mia avete dato, per avermi votato e fatto vincere. Onorato di ricevere tutti questi sorrisi”.

“Forza Tarzan” si vede scritto qua e là per la città. Di sicuro anche chi non ha seguito il Grande Fratello, ieri sera ha sfoderato un bel sorriso.

800x120 (1)
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
Onda
Foto Fisioterapy Center
lafune_300 x 600
asvis 2
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
Masicar300x300-optimize
POST FB 02
domenicale post
monastero interno
Jeep_Compass_apex_300x300_200