Grancini (FdI): “Scuole, a fronte di annunci nessun intervento in Provincia”
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VITERBO - "Questa mattina mi sono recato personalmente a fare un sopralluogo presso il Liceo Scientifico Paolo Ruffini, uno dei plessi più grandi della provincia. Ho riscontrato la forte preoccupazione della dirigente scolastica per la mancanza di spazi adeguati, per le segnalazioni non raccolte e per gli interventi più volte sollecitati e ad oggi senza risposta".

VITERBO – “Riaprono le scuole e la situazione per gli studenti, per i docenti e per il personale ATA è tutt’altro che rosea – così Gianluca Grancini, capogruppo provinciale Fratelli d’Italia -. Veniamo da oltre un anno di pandemia, dall’esperienza, da più parti contestata per efficacia, della DAD e, sebbene sia nota a tutti da tempo la data di riapertura delle scuole, nulla nel frattempo è stato fatto per mettere in sicurezza chi nella scuola, a diverso titolo, trascorre gran parte della propria giornata, a cominciare da bambini e ragazzi.

Siamo a due giorni dall’inizio dell’anno scolastico e come se nulla fosse ci ritroviamo senza aule
sufficienti e, soprattutto, con i problemi strutturali di cui abbiamo più volte sollecitato la soluzione che sono di là dall’essere risolti.

Però leggiamo sulla stampa locale di mirabolanti finanziamenti e di altrettanto mirabolanti
interventi, fatti o in corso. 

Questa mattina mi sono recato personalmente a fare un sopralluogo presso il Liceo Scientifico Paolo Ruffini, uno dei plessi più grandi della provincia. Ho riscontrato la forte preoccupazione della dirigente scolastica per la mancanza di spazi adeguati, per le segnalazioni non raccolte e per gli interventi più volte sollecitati e ad oggi senza risposta. Chiedo al Presidente Nocchi un intervento immediato perché almeno si tamponi l’emergenza aule e si programmino, con ragionevole certezza, gli interventi necessari a superare stabilmente l’attuale urgenza.

Invito chi amministra la cosa pubblica a suon di dichiarazioni, di realizzare quanto dichiarato nei tempi e nei modi consoni. L’annuncite è una vecchia malattia della politica da cui ci auguriamo guariscano presto tutti coloro che ne sono affetti. E in Provincia sono molti”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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