Gran Carro, mezzo milione di euro (grazie al Giubileo) per recuperare il sito villanoviano
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BOLSENA - Il progetto di riqualificazione è stato sviluppato da Comune di Bolsena e Soprintendenza Archeologica Etruria Meridionale. I fondi sono collegati ai finanziamenti per il Giubileo 2025. 

BOLSENA – Gran Carro, mezzo milione di euro d’investimenti per la valorizzazione dell’abitato etrusco sommerso nelle acque del lago di Bolsena.

Il progetto di riqualificazione è stato sviluppato da Comune di Bolsena e Soprintendenza Archeologica Etruria Meridionale. I fondi sono collegati ai finanziamenti per il Giubileo 2025. 

L’abitato si trovava in origine sulle rive del lago, su delle palafitte. Poi l’innalzamento del livello delle acque l’ha completamente sommerso. Qui sono stati condotti studi e recuperi per vent’anni: dal 1960 al 1980. Sono venuti alla luce grossi contenitori di forma sferica per alimenti, vasi biconici e urne cinerarie. Ma anche ami in bronzo, macine di pietra, pesi da telaio e anche armi: coltelli e lance. Tutto questo ha avuto origine dalla passione di un uomo, al secolo Alessandro Fioravanti. Ingegnere, nato a Bolsena nel 1917, fu lui a scoprire il villaggio del Gran Carro. Tutto ebbe inizio dal suo amore per il lago e dalla passione per la pesca subacquea.

Fioravanti raccontò la sua scoperta così: “Era l’estate del 1958. Io con Gabriella, mia moglie, e i nostri figli Giuliano e Fabrizio facevamo il bagno sulla costa rocciosa del lago, in località Grancaro (così detto perché ci sono i granchi). Osservammo i solchi incisi nella roccia da un antico passaggio di ruote di carro a pelo d’acqua. L’estate seguente, dopo avere esaminato presso l’Aerofototeca di Stato le foto aeree del sito che mostravano strane “tracce” nelle acque, tornammo sul posto e, con semplici maschere subacquee, esplorammo il fondale intorno ai cinque metri di profondità. Gabriella per prima gridò: “un coccio!”. Avevamo scoperto un abitato palafittico villanoviano. Questa era l’epopea dell’archeologia subacquea”.

 

 

 

 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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