Gran ballo ottocentesco a Villa Lante
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VITERBO - L'evento in costume si è tenuto ieri 4 settembre a Bagnaia.

VITERBO – Mercoledì 4 settembre alle 21, la società di danza di Viterbo diretta da Ornella Di Tondo ha presentato il gran ballo in Villa in costume d’epoca, tra i giardini e le logge di Villa Lante a Bagnaia.

Lo spettacolo di danza fa parte della rassegna “Palcoscenico” a cura di Marina Cogotti, realizzata dal Polo museale del Lazio e dall’istituto del ministero dei Beni e delle Attività culturali: un viaggio tra i tesori del Lazio, ben 23 siti d’eccellenza, tra musei, palazzi nobiliari e complessi religiosi, legati da un programma vario, declinato secondo suggestioni dettate dai luoghi.

Il gran ballo ottocentesco, animato da oltre quaranta danzatori della società di danza in costume d’epoca, ha rievocato l’atmosfera dei balli e delle serate che si tenevano nei giardini e nei locali della villa. Gli splendidi giardini hanno fatto da sfondo a suggestive promenades e tableaux vivants, mentre le esibizioni danzate, che comprendevano valzer, polke, mazurke, quadriglie su musiche della famiglia Strauss e di compositori dell’Ottocento italiano, hanno avuto luogo in contemporanea nelle due Logge affrescate delle palazzine Gambara e Montalto.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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