GRA, De Carolis: "Ecco il progetto per sviluppare una visione turistica di Viterbo"
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VITERBO - "Sono soddisfatto del progetti e dalla Regione hanno lanciato un messaggio importante che parla dell'intenzione di finanziare anche gli altri progetti. Ma la cosa più importante è avere un'idea da seguire per lo sviluppo turistico ed è quello che andremo a fare da subito". Spiega l'assessore al Turismo Marco De Carolis. 

VITERBO – Anche il capoluogo della Tuscia ha un progetto di sviluppo pensato per aumentarne l’appeal turistico e rendere la città meglio fruibile dai visitatori.

Tutto va sotto il nome di GRA, acronimo di Grande Raccordo delle Arti. Piano sviluppato in occasione della partita che doveva portare all’individuazione della capitale regionale della cultura 2019. Partita, per la cronaca, chiusa con la vittoria assegnata a Gaeta e San Felice Circeo. 

“Sono soddisfatto del progetti e dalla Regione hanno lanciato un messaggio importante che parla dell’intenzione di finanziare anche gli altri progetti. Ma la cosa più importante è avere un’idea da seguire per lo sviluppo turistico ed è quello che andremo a fare da subito”. Spiega l’assessore al Turismo Marco De Carolis. 

Tra le azioni previste c’è anche l’istituzione di una navetta turistica con le tappe nei vari luoghi d’interesse. Il tutto con audioguida all’interno, capace di raccontare storie emozioni e suggestioni della città dei papi.

Quindi un circuito. comprendente Museo Civico, Teatro dell’Unione, Palazzo dei Priori, ex chiesa di San Tommaso e di Santa Maria della Pace. 

La ex chiesa di San Tommaso, nelle intenzioni del piano, sarà trasformata in un luogo di racconto interattivo della storia della città nelle sue diverse ere: da quella etrusca al Rinascimento, passando per l’età Medioevale). Mentre all’interno di Santa Maria della Pace l’idea è di andare a ospitare un museo dedicato al Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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