Gloria torna nel capannone sulla Tuscanese
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Dopo aver fatto sognare ed emozionare i viterbesi Gloria torna nel capannone sulla Tuscanese dove è venuta alla luce.

Ci ha fatto emozionare e qualcuno ha anche pianto, ora è tutto finito e Gloria torna nel capannone sulla Tuscanese dove ha visto la luce. Le operazioni tecniche dovevano avere luogo nella giornata di lunedì ma le avverse condizioni meteo hanno fatto slittare tutto a stamani.

Nella serata di ieri, a vento calato, qualche pezzo della Macchina è stato tirato giù. La prima a scendere è stata la statua della santa, poi il pezzo più in alto. Il resto è stato smontato oggi e trasportato con i camion al capannone.

La statua della santa rimarrà all’interno del monastero, collocata dietro alla teca che contiene il corpo di santa Rosa e il prossimo anno i costruttori la verranno a prendere direttamente qui. Rimane al monastero anche Lux Rosae, la fiaccola benedetta da papa Francesco e trasportata dentro Gloria la sera del tre settembre.

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Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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