
Prima la tensione, poi l’emozione. Questi i due stati d’animo che hanno attraversato l’animo di Mirko e Stefano Fiorillo, rappresentanti della Edilnolo, presenti ieri mattina all’aggiudicazione del bando per la costruzione della nuova Macchina di Santa Rosa.
Davanti a loro cento giorni, il tempo previsto per la costruzione di Gloria, di duro lavoro. Abbiamo intervistato Mirko, figlio di quel Vincenzo che con l’amico Contaldo Cesarini ha assemblato negli ultimi quattro anni Fiore del Cielo.
E’ andata. Siete i nuovi costruttori della Macchina di Santa Rosa. Cosa stai provando?
“Sono stati giorni di tensione che stamattina si è rotta, lasciando spazio all’emozione. Un’emozione grande, perché costruire la Macchina di Santa Rosa non è una cosa qualunque, specie per un viterbese”.
E ora, che giorni saranno i cento che avete davanti?
“Giorni di lavoro. Ora viene soltanto il lavoro. Il nostro quartier generale sarà il capannone sulla Tuscanese di proprietà della Edilnolo. Faremo tutto là dentro e praticamente passeremo le nostre giornate lì. Il motto dei prossimi giorni è “lavoro, casa e chiesa”.
Starete gomito a gomito con Ascenzi?
“Sicuramente, sarà un piacere. Lui sarà con noi nel capannone. Quanto prima ci consegnerà il materiale in tre dimensioni. E saranno cento giorni di fuoco”.
Questa volta non è con voi Contaldo Cesarini, sentirete la mancanza?
“E’ inevitabile, negli ultimi quattro anni abbiamo sempre lavorato con Contaldo, anche grazie a lui abbiamo appreso quell’esperienza che oggi ci permetterà di fare un ottimo lavoro”.


















