Gloria, la Edilnolo pronta a cento giorni di "lavoro, casa e chiesa". Parola a Mirko Fiorillo
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Cento giorni per far nascere Gloria. La creatura di Raffaele Ascenzi vedrà la luce all'interno del capannone sulla Tuscanese di proprietà della Edilnolo. Un lavoro duro, ma anche una grande emozione. Ed è così che la voce di Mirko Fiorillo trema, mentre ci racconta cosa sta provando e come saranno i prossimi cento giorni.

Prima la tensione, poi l’emozione. Questi i due stati d’animo che hanno attraversato l’animo di Mirko e Stefano Fiorillo, rappresentanti della Edilnolo, presenti ieri mattina all’aggiudicazione del bando per la costruzione della nuova Macchina di Santa Rosa.

Davanti a loro cento giorni, il tempo previsto per la costruzione di Gloria, di duro lavoro. Abbiamo intervistato Mirko, figlio di quel Vincenzo che con l’amico Contaldo Cesarini ha assemblato negli ultimi quattro anni Fiore del Cielo.

E’ andata. Siete i nuovi costruttori della Macchina di Santa Rosa. Cosa stai provando?

“Sono stati giorni di tensione che stamattina si è rotta, lasciando spazio all’emozione. Un’emozione grande, perché costruire la Macchina di Santa Rosa non è una cosa qualunque, specie per un viterbese”.

E ora, che giorni saranno i cento che avete davanti?

“Giorni di lavoro. Ora viene soltanto il lavoro. Il nostro quartier generale sarà il capannone sulla Tuscanese di proprietà della Edilnolo.  Faremo tutto là dentro e praticamente passeremo le nostre giornate lì. Il motto dei prossimi giorni è “lavoro, casa e chiesa”.

Starete gomito a gomito con Ascenzi?

“Sicuramente, sarà un piacere. Lui sarà con noi nel capannone. Quanto prima ci consegnerà il materiale in tre dimensioni. E saranno cento giorni di fuoco”.

Questa volta non è con voi Contaldo Cesarini, sentirete la mancanza?

“E’ inevitabile, negli ultimi quattro anni abbiamo sempre lavorato con Contaldo, anche grazie a lui abbiamo appreso quell’esperienza che oggi ci permetterà di fare un ottimo lavoro”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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