Gloria, il diario della costruzione (giorno 12)
Gloria 02
Gli Stati Generali La Fune
Lo stupore negli occhi dei bambini. La Macchina di Santa Rosa è anche questo, forse è soprattutto questo. E' dalle spalle del padre che i piccoli viterbesi rimangono impressi per la prima volta.

Dodicesima pagina di ‘Momenti di Gloria’, il diario con cui Bruno Pagnanelli racconta con foto e parole quanto sta accadendo al cantiere della Edilnolo dove un giorno dopo l’altro sta prendendo forma la nuova Macchina di Santa Rosa.

Il diario di Bruno Pagnanelli

 

Sono passati 35 giorni da quando mi hanno contagiato, da quando mi hanno inoculato il virus, da quando fui colpito da ciò che chiamano “la machinite”.

35 giorni da quando Mirko Fiorillo mi scrisse una richiesta di amicizia su Facebook. Non sapendo chi fosse risposi: “Perdonami, io sono un po’ rincoglionito… ma ci siamo già conosciuti e io non mi ricordo?”; anche perché questa cosa mi succede spesso.
E lui: “Credo di no, ma ho visto le tue foto. Avremmo piacere di collaborare insieme per Santa Rosa”.

Pensai: “.. ma quali foto e poi, per cosa? Santa Rosa? che c’entro io con Santa Rosa?”. Risposi con una risposta di circostanza, anche se il cognome mi iniziava a ricordare qualcosa: “Se posso nel mio piccolo..” – continuai – “non so per cosa, ma se posso essere utile. Comunque piacere!”.

Chiuse subito la comunicazione e disse: “Ora sto smontando la macchina. Ci sentiamo dopo e ti dico”.
Rimasi con lo sguardo del coniglio di fronte ai fari.
Salutai, e dopo una decina di giorni, finalmente mi disse.

20 giorni dalle prime foto, più di 20 giga di materiale, più di mille foto, un trascorso di paure (le mie), di sorrisi (i loro), di persone nuove, di bambini, di caffè e pasticcini mangiati per il compleanno di Mirko su un tavolo di mille chili.

Un palco emotivo fenomenale, un’esperienza per alcuni versi devastante, di fronte alla fatica, alla volontà e alla passione, alle storie raccontate, una sorta di caminetto immaginario acceso sui racconti delle precedenti, da cui trarre spunti per costruire meglio il futuro. Quel candido insieme di materiali e anime che toglierà il sonno da qui al 3 settembre, quando poi arriverà il momento in cui toglierà il fiato a tantissimi altri

Volevo fare un riassunto di questi 20 giorni, prima di arrivare alle fasi finali dell’assemblaggio. Foto scelte in maniera randomica, che mi ricordano i giorni passati a cercare il bello, la storia, il dettaglio. E guardandole ora, capisco che scegliere è praticamente inutile. Sono ugualmente belle, non riesco a eliminarne una.

Ritorno in me quando arrivo ai bambini. Vanno in braccio a un padre importante che era nei paraggi e che controllava i suoi disegni messi in realtà. Gli chiesi se potevo pubblicare le foto. Me lo ha concesso.

La foto di Raffaele e dei suoi figli è per me simbolo di stupore e fierezza, di gioia assoluta. A quei bambini, a tutti i bambini, dedico lo stupore e la meraviglia che provo, quelle emozioni che, questi instancabili compagni di ricordi, hanno tracciato in me per qualcosa che “passerà” e che, inevitabilmente, mi rimarrà nel cuore.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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