Gloria è legata a doppia mandata con i facchini di santa Rosa, lo spiega Ascenzi
Ascenzi facchino
Gli Stati Generali La Fune
"So che tipo di Macchina vuole portare un facchino". Raffaele Ascenzi ricorda il suo passato di facchino di Santa Rosa e spiega come questo ha influito nella sua ideazione di Gloria

“Io facchino di santa Rosa, so che tipo di Macchina vuole portare un facchino”. Raffaele Ascenzi spiega il rapporto di Gloria con i facchini. Un rapporto a due mandate, il primo, già noto, quello legato alla presenza del Facchino ancestrale inserito “perché senza facchino non c’è Macchina e senza Macchina non c’è facchino” (qui un approfondimento). Un messaggio molto chiaro che sancisce una volta per tutte il legame inossidabile tra facchini e Trasporto. Tra facchini e santa Rosa. Ma presenza del facchino non è solo nella fisicità della Macchina. Il secondo rapporto infatti è legato all’ideazione e alla realizzazione del progetto e a quanto in questi sia risultato importante il suo passato da facchino di santa Rosa.

“Porto dentro di me gli anni da facchino, un ruolo che è il fondamento di questa tradizione. So che tipo di Macchina vuole portare un facchino e questa è la Macchina che desidera vedere il facchino. Serve una Macchina imponente, deve sembrare importabile. Deve sembrare di avere un peso incalcolabile. Al facchino infatti non piace una macchina che all’occhio risulti leggera perché è questa la vera tradizione. Le vecchie Macchine erano infatti così”.

Guarda tutte le foto di Gloria qui e il video qui

 

Altro dagli stessi argomenti:GloriaMacchina di Santa Rosa
CNA 800x120
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 01
asvis 2
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
Onda
lafune_300 x 600
aiac_banner_01
monastero interno
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Masicar300x300-optimize
Fune 300x300