
“Gloria è in ottime mani. I Fiorillo hanno santa Rosa nel cuore e questo è il requisito più importante per un costruttore della Macchina”. Così commenta Raffaele Ascenzi la notizia della vittoria della Edilnolo nell’appalto per individuare l’assemblatore di Gloria.
La prima volta che le mani di Ascenzi e di Vincenzo Fiorillo si sono strette correva l’anno 2007. Fine agosto e una tromba d’aria accartoccia l’impalcatura intorno ad ‘Ali di luce’. La Macchina poggia sul campanile di San Sisto e la città si ferma, in molti con le lacrime agli occhi.
I riflettori dell’opinione pubblica si accendono su quelle poche decine di metri a Porta Romana. C’è il cuore di tutti tra quel groviglio di tubi innocenti. Fiorillo viene imbarcato in quella che appare una sorta di missione impossibile: rimettere in piedi la Macchina. Impresa epocale e vinta, tanto che c’è chi pensa di stampare anche le magliette con l’immagine di ‘Ali di Luce’ ferita e la scritta incoraggiante “barcollo ma non mollo”.
A distanza di 8 anni le strade di Ascenzi e Fiorillo tornano a incontrarsi. Ancora dalla stessa parte, con una nuova sfida: consegnare in cento giorni ‘Gloria’ alla città di Viterbo. Altra sfida avvincente e straordinaria. Lavoreranno insieme nel capannone sulla Tuscanese dove il disegno di Ascenzi prenderà forma in tre dimensioni.
Prima sarà realizzata la struttura progettata dall’ingegnere Ivan Grazzini, poi arriverà la parte allegorica. Che va realizzata da macchinari complicati e innovativi: fresatrici robotizzate. I Fiorillo i costruttori, Ascenzi l’ideatore e direttore dei lavori.
“Nel 2007 Edilnolo fece un lavoro chirurgico, sono una risorsa e una garanzia. Sono proprio felice di questa loro vittoria”, commenta ancora Ascenzi. Avanti tutta, rotta sul 3 settembre.


















