
VITERBO – Gli Invisibili della Sanità, operatori del Cup e centralinisti Asl, hanno trovato ascolto soltanto dal consigliere regionale Enrico Panunzi.
“Ci sono volute parole forti e per questo siamo anche disposti a scusarci ma senza una cura da cavallo la febbre del disinteresse nei nostri confronti difficilmente si sarebbe abbassata. Invece, finalmente, qualcosa si è mosso – così in una nota a firma Invisibili della Sanità -.
Questa volta la nostra azione si manifesta non più come lettera aperta ma come comunicato stampa, perché rivolgersi a tutti i soggetti cui abbiamo scritto è stato superfluo visto che nonostante la campagna elettorale al suo apice solo il consigliere regionale Enrico Panunzi ha sentito la necessità di incontrarci e sentire le nostre ragioni.
Il confronto è stato franco e sia noi che l’on. Panunzi abbiamo parlato con chiarezza: il percorso che possa condurci ad essere internalizzati non è semplice ma nemmeno impossibile. Se c’è la volontà, si può pensare ad esempio ad una legge regionale – come fatto in Puglia – che
consenta la nostra assunzione, ovvero si può anche rapidamente utilizzare una società “in house” della Regione Lazio in cui si possa transitare tutti.
Panunzi ci ha promesso di informarsi, soprattutto su questa seconda possibilità; si è anche
cortesemente interfacciato con il nostro unico interlocutore sindacale COBAS e di tutto questo lo
vogliamo ringraziare pubblicamente confidando nel suo storico impegno per la sanità viterbese.
A dire il vero, ci saremmo aspettati un cenno dal Presidente Rocca e (perché no?) un minimo di
interessamento da parte dei sindacati più “governativi” ma c’è ancora tempo, noi non deflettiamo, continueremo la nostra battaglia in attesa di conquistare terreno, centimetro dopo centimetro.
Con l’occasione concludiamo con un’osservazione sugli organi di informazione e di stampa che
stanno ospitando i nostri comunicati; stilare una graduatoria fra testate giornalistiche sarebbe
antipatico e forse poco democratico e ringraziamo sinceramente tutti quanti ci stanno danno spazio. Rimane interessante domandarsi chi preferisce non disturbare il manovratore”.


















