Gli ex-Mori sperano nel Centrodestra spaccato per un posto in paradiso
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La riunione degli ex-Mori viene rimandata di ora in ora, ufficialmente per il Festival del Volontariato che occupa alcuni consiglieri. In realtà l’attesa sembra sia dovuta più alla definizione del quadro del Centrodestra che altro.

Il ricollocamento definitivo degli ex-Mori Livio Treta, Paolo Moricoli, Marco Ciorba, Maurizio Tofani e gli altri, passerebbe dalla spaccatura del Centrodestra. Nei prossimi giorni gli ex Oltre Le Mura e Moderati e Riformisti si incontreranno per delineare definitivamente la linea da tenere alle prossime elezioni comunali di Viterbo in programma il 10 giugno. Difficile pensare infatti che alcuni di loro decidano di tirare i remi in barca dopo questi 5 anni difficili al seguito di Leonardo Michelini.

Il loro distacco traumatico in Consiglio comunale era nato anche per dare un segnale al Partito Democratico, per ritrovare una unità e un percorso unitario. Un segnale sparato nel vuoto. Il messaggio però era nato anche per essere recapitato al Centrodestra nella coalizione che riunisce Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Fondazione, solo per citare i big.

Il tentativo di ricollocamento però potrebbe essere più difficoltoso che mai. Più facile immaginarli vicini ad una parte del Centrodestra, quella vicino a Giovanni Arena, per intenderci. Il tentativo di dialogo però è difficoltoso visti i veti della Lega, che ha già parlato chiaro più volte: non vuole persone che arrivano dal Centrosinistra.

Ecco perché per i civici l’unica speranza di correre a braccetto con il Centrodestra sarebbe che questo vada al voto spaccato con Arena da una parte e Usai dall’altra. Sono stati fatti altri accostamenti, con Chiara Frontini, ad esempio, ma ad oggi ci sembra una lettura surreale.

La riunione degli ex-Mori nel frattempo viene rimandata di ora in ora, ufficialmente per il Festival del Volontariato che occupa alcuni consiglieri. In realtà l’attesa sembra sia dovuta più alla definizione del quadro del Centrodestra che altro.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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