Gli etruschi a Venezia, Rotelli (FdI): "Importante valorizzazione della Tuscia"
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VITERBO - L'onorevole viterbese Mauro Rotelli (FdI) in visita alla mostra 'Massimo Campigli e gli Etruschi', in corso a Venezia. 

VITERBO – L’onorevole viterbese Mauro Rotelli (FdI) in visita alla mostra ‘Massimo Campigli e gli Etruschi’, in corso a Venezia. 

L’esposizione accosta, in un felice connubio, le trentacinque opere realizzate dal 1928 al 1966 da
Massimo Campigli, a opere scoperte a Vulci e Cerveteri e manufatti immessi sul mercato
antiquario e recuperate dai Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale.

Di particolare rilevanza i due preziosi sarcofagi in terracotta del Museo Civico della Città di Viterbo. “Un percorso inedito, dall’antichità al contemporaneo, che racconta la magnificenza del popolo etrusco ed è, insieme, un importante momento di valorizzazione e promozione del nostro territorio in una cornice di straordinaria importanza – così Rotelli -. 

La mostra, frutto della collaborazione tra la ACP – Palazzo Franchetti e la Soprintendenza
Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, è infatti
ospitata in uno dei siti più importanti di Venezia, con affaccio sul Canal Grande e meta, ogni anno, di tantissimi visitatori”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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