
Abbiamo deciso di farvi gli auguri di Pasqua riprendendo il messaggio scritto in queste ore sulla sua bacheca facebook da padre Maurizio Boa.
L’ex parroco del Murialdo è da anni impegnato in Sierra Leone, ed è balzato alle cronache recenti per le sue richieste di aiuto per contrastare l’emergenza ebola esplosa nei mesi scorsi in Africa. Ed è proprio l’ebola al centro di questo significativo augurio pasquale. Importante perché fa il punto, in qualche modo, sulla condizione umana e sulle scelte che ognuno può fare nella propria vita.
Il messaggio di padre Maurizio Boa
“Carissimi amici un po’ in ritardo ma ci sono anch’io.
I numeri sono bassi, ebola c’è, ma se ne sta andando e il 14 aprile riapriranno le scuole. Buone notizie da questo fronte; è da tempo che le aspettavamo e ci fanno sentire meglio.
Ieri era venerdì santo, il giorno della passione e morte del Signore.
E anche se so che arriverà Domenica mattina con la notizia incredibile e folgorante della resurrezione, non riesco a staccare il mio pensiero dal dolore e dalla morte; dalla brutalità senza senso che uccide 147 giovani colpevoli di essere cristiani, dal ‘silenzio complice’ dell’occidente, dalla cattiveria che genera dolore e sofferenza in questo nostro mondo di oggi.
Perché? ‘risposta non c’è o forse chi lo sa perduta nel vento sarà’ cantava una bella canzone dei tempi passati.
Eppure il dolore è presente in noi, è inseparabile dalla nostra vita umana e ne abbiamo paura, ‘più paura che della morte’ ha detto Emma Bonino in questi giorni di sofferenza per lei.
In quest’anno di ebola il dolore è stato quotidianamente presente qui in questa nazione e la paura.
E’ per questo che oggi ad occupare i miei pensieri pasquali non è la gioia della risurrezione, ma il tremendo dolore che l’ha preceduta e non è facile trovarne un significato anche se la mia fede e il fatto di essere sacerdote dovrebbero illuminarne la strada e il senso.
L’impatto con il dolore e la povertà che lo genera mi confronta ogni giorno con la verità del Vangelo e la coerenza della fede.
I ricchi oggi sono ricchi e aumentano in ricchezza mentre diminuiscono di numero.
I poveri oggi sono poveri e aumentano in povertà e aumentano anche di numero.
E non sono popolari, a loro la porta viene spesso sbattuta in faccia.
‘Quando i pesci piangono nessuno vede le loro lacrime ’ dice un proverbio sierraleonese e ci fa pensare.
A quando un mondo più giusto, a quando un mondo senza sofferenza? Non lo so e non lo aspetto, solo non voglio essere parte di coloro che lo rendono così ingiusto e così sofferente e allora cerco ogni giorno di portare una piccola goccia di condivisione e solidarietà, e anche di gioia.
Buona Pasqua, il Signore Risorto ci doni la forza di amare e di vivere insieme il dolore altrui”.


















