Gli auguri di Federlazio con il sottosegretario allo Sviluppo Economico Gian Paolo Manzella
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VITERBO - Nella seconda parte della serata interverrà Federico Palmaroli, autore de “Le più belle frasi di Osho”, le massime in dialetto romanesco con cui sul quotidiano Il Tempo, vengono commentate con vena satirica vicende politiche e fatti di attualità.

VITERBO – Si svolgerà venerdì 20 dicembre, alle ore 18,15, presso l’Hotel Salus Terme, il tradizionale appuntamento della Federlazio di Viterbo per lo scambio degli auguri natalizi, che vedrà ospiti del presidente Gianni Calisti personalità del mondo politico nazionale e regionale, imprenditori e rappresentanti degli organi di informazione locali.

Il programma della serata, organizzata in collaborazione con Medioera, vedrà la partecipazione del Sottosegretario allo Sviluppo Economico
Gian Paolo Manzella, che ha accolto l’invito dell’Associazione della Piccola e Media Impresa, per un importante momento di confronto
su una serie di tematiche particolarmente avvertite dalle piccole e medie imprese di Viterbo, legate alle azioni del Governo in questa delicata fase politica ed economica, tra cui internazionalizzazione, digitalizzazione, eccellenze produttive del territorio.

Ad intervistarlo sarà il giornalista Simone Cosimi. L’occasione si pone in continuità con il precedente incontro dello scorso anno degli imprenditori della Federlazio con il dottor Manzella, allora Assessore allo Sviluppo economico, Commercio e Artigianato della Regione Lazio, durante il quale ebbe l’opportunità di
conoscere e visionare una serie di realtà produttive della Tuscia, di fondamentale importanza non solo per
l’economia provinciale e regionale, ma per l’affermazione del made in Italy.

Nella seconda parte della serata interverrà Federico Palmaroli, autore de “Le più belle frasi di Osho”, le massime in
dialetto romanesco con cui sul quotidiano Il Tempo, vengono commentate con vena satirica vicende politiche e
fatti di attualità. Accanto a lui, il direttore artistico di Medioera, Massimiliano Capo. Introdurrà la serata il direttore della Federlazio di Viterbo, Giuseppe Crea.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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