Gli adolescenti preoccupano anche il sindaco di Viterbo: "Troppi quindicenni a briglia sciolta e senza mascherina"
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VITERBO - Il terrore dei sindaci è che per colpa di qualcuno si rischi di vanificare tutti gli sforzi fatti. Prospettiva che sarebbe terribile sul piano sanitario ma anche devastante su quello economico e occupazionale.

VITERBO – “Vedo troppi quindicenni a briglia sciolta e spesso, purtroppo, anche senza mascherina”. Il sindaco del capoluogo condivide la stessa preoccupazione espressa, negli ultimi giorni, anche da suoi colleghi negli altri comuni della provincia. 

Tra questi il primo cittadino di Bagnoregio Luca Profili che ha lanciato, nelle scorse ore, un appello ai genitori affinché rendano chiari ai propri figli i criteri di comportamento da adottare in questa delicata fase 2.

Il terrore dei sindaci è che per colpa di qualcuno si rischi di vanificare tutti gli sforzi fatti. Prospettiva che sarebbe terribile sul piano sanitario ma anche devastante su quello economico e occupazionale.

“Ogni giorno percorro diversi chilometri a piedi per la nostra città e ho modo di vedere quello che accade. Posso dire che il 90% dei nostri concittadini sono corretti ma ci sono delle cose che non mi piacciono affatto. Tra gli adolescenti c’è sicuramente un problema. Capisco l’ebrezza della ritrovata libertà e la giovane età ma così non ci siamo. 

In maniera morbida ho già fatto intervenire diverse volte gli agenti della polizia locale”.  

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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