“Giusto l’appello per il riconoscimento dell’agricoltura sociale, ora la proposta di legge”
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ROMA - Lo dichiara, in una nota, Marta Bonafoni, capogruppo della lista civica Zingaretti alla Regione.

ROMA – Riconoscimento dell’agricoltura sociale, interviene la capogruppo della lista civica Zingaretti alla Regione Marta Bonafoni.

“Questa mattina è stato promosso da un gruppo di associazioni, cooperative e aziende agricole della nostra Regione l’”Appello per il riconoscimento dell’Agricoltura Sociale nella Regione Lazio”.

Seguo da tempo il tema dell’agricoltura sociale e credo assolutamente necessario uno scatto in avanti della nostra Regione. L’emergenza Coronavirus che abbiamo vissuto, ci ha messo davanti agli occhi un mondo fatto di persone che cercano di fare un’agricoltura “diversa” ovvero un’agricoltura che cerca di essere vicina alla collettività, di fare welfare con i ragazzi diversamente abili migranti o ex detenuti, di puntare ad un’agricoltura di qualità e sostenibile, di portare avanti una vera e propria economia sociale.

E, certamente, in questi anni la Regione ha messo in campo alcuni atti concreti, che hanno cominciato a far ordine nella normativa e a dare un sostegno ai progetti di agricoltura sociale e diversificazione agricola.
Da tempo abbiamo preso un impegno con il mondo dell’agricoltura sociale, un impegno che ora non possiamo più rimandare.

Per questo raccolgo volentieri le proposte contenute nell’Appello e mi impegno fin da subito a mettermi al lavoro su una proposta di legge sull’agricoltura sociale con chiunque sia interessato qui in Consiglio Regionale e insieme alla Giunta per arrivare al più presto ad un testo”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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