Giulio Marini e Facebook: un rapporto esplosivo


Vi ricordate lo slogan "per cambiare, non cambiare" per le scorse elezioni amministrative? Ecco. Quello era solo un presagio..
Vi ricordate lo slogan “per cambiare, non cambiare” per le scorse elezioni amministrative? Ecco. Quello era solo un presagio. Certo la forza comunicativa di quel messaggio era molto discutibile, ma ciò che non si discute è il «successo» mediatico. Per giorni infatti il web fu invaso di fotomontaggi e frasi che facevano il verso proprio a quel messaggio.
Da qualche giorno, dopo un anno di silenzio-social, l’ex sindaco Giulio Marini ha ripreso in mano il suo account Facebook e subito è ripartito con una serie di fotomontaggi che non passano di certo inosservato. Eccoli qui in serie. Ma siamo sicuri ne arriveranno degli altri.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















