Giulio Marini: "A miei amici romani consigliai di votare la Raggi"
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Forse Virginia Raggi non lo verrà mai a sapere ma una delle colonne di consenso che l'hanno portata a diventare sindaco di Roma si è mossa anche da Viterbo.

Forse Virginia Raggi non lo verrà mai a sapere ma una delle colonne di consenso che l’hanno portata a diventare sindaco di Roma si è mossa anche da Viterbo.

Fino a qui potrebbe sembrare tutto lineare ma lo diventa meno nel momento in cui a dichiararlo è sir Giulio Marini. Consigliere comunale d’opposizione a Palazzo dei Priori oggi ma “uomo d’oro” del partito berlusconiano alle nostre latitudini negli anni del grande trionfo forzista Marini si confessa a Sbottonati. O meglio si sbottona. 

“Ad alcuni miei amici romani io ho fatto votare la Raggi. Ho consigliato, perché me lo hanno chiesto. Altrimenti non mi sarei mai pronunciato. Purtroppo però stanno facendo vedere che manca l’esperienza”.

La “confessione” arriva nel bel mezzo di un discorso sul’importanza dell’esperienza in politica, tema che porta Marini a parlare del Movimento Cinque Stelle. Niente di scandaloso, ci mancherebbe, ma sicuramente il fatto ha del curioso. Pensate a cosa potrebbe accadere anche dalle nostre parti in caso di ballottaggio tra centrosinistra e Cinque Stelle. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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