Giulio Mancini, scoperto un altro viterbese vittima del fronte Orientale ('45). Domenica, per il 10 febbraio, sarà ricordato
giorno del ricordo
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In occasione del “Giorno del Ricordo”, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, il 'Comitato 10 febbraio' di Viterbo organizza due eventi che sono stati resi noti stamattina in conferenza stampa.

Giulio Mancini, di Virgilio e fu Lupino Emma, nato a Civitella d’Agliano (VT) il 19.9.1922, trovato cadavere alla periferia di Gorizia. Correva l’anno 1945, era il 26 giugno e Giulio aveva 23 anni. 23 anni finiti nel tritacarne del fronte orientale, appena finita la guerra. Dove i torti subiti si restituirono tutti e con gli interessi, per quanto possibile, e soprattutto anche a caso.

Carabiniere ausiliario, presta servizio nella caserma di Gradisca d’Isonzo (Udine). La sera del 24 giugno 1945 – secondo una relazione dell’ufficio Informazioni dello Stato Maggiore dell’Esercito del settembre 1945 – chiede il permesso per recarsi a Gorizia per “prendere degli indumenti.” Giunto in città viene “catturato dai partigiani di Tito i quali, dopo averlo torturato per tutta la notte”, all’alba lo uccidono con il “classico” colpo di pistola alla nuca.

Il cadavere viene trovato il giorno successivo, alle ore 11, alla periferia di Gorizia, all’altezza della fornace di via del Poligono. Secondo un rapporto dell’Arma, stilato il 26 giugno 1945, il Mancini è “stato ucciso certamente da elementi slavi”.

E’ questa una storia riportata alla luce dal Comitato 10 febbraio, che si occupa di celebrare ogni anno ‘Il Giorno del Ricordo’ a Viterbo. L’ha tirata via dalla polvere del tempo e riportata alla luce Silvano Olmi, giornalista e ricercatore storico. E’ la storia di un viterbese, vittima dell’ondata di odio che percorse il confine orientale d’Italia. E gli sarà reso omaggio durante le manifestazioni previste quest’anno. Stamattina a Palazzo dei Priori la conferenza per presentare gli appuntamenti previsti per ‘Il Giorno del Ricordo’.

 

La conferenza stampa di presentazione degli appuntamenti

In occasione del “Giorno del Ricordo”, istituito con legge 30 marzo 2004 n.92, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, il ‘Comitato 10 febbraio’ di Viterbo organizza due eventi che sono stati resi noti stamattina, durante una conferenza stampa, svoltasi nella sala consiliare di Palazzo dei Priori, alla presenza dell’assessore alla cultura Antono Delli Iaconi e del segretario del Comitato 10 Febbraio Viterbo, Silvano Olmi.

Entrambe le iniziative hanno il patrocinio e la collaborazione del Comune di Viterbo. Venerdì 5 febbraio alle ore 18, presso il Gran Caffè Schenardi (corso Italia 11/13), ci sarà la presentazione del libro“Magazzino 18. Le foto”, Immagini e racconti degli Italiani d’Istria, di Fiume e della Dalmazia, scritto da Carla Isabella Cace e Jan Bernas, con prefazione di Simone Cristicchi ed edito dalle edizioni Fergen.

Domenica 7 febbraio è in programma un corteo patriottico, con esposizione di sole bandiere tricolori e i labari delle associazioni d’arma. L’appuntamento è alle 10.30 a piazza G. Verdi, davanti al teatro Unione; alle ore 10.40 il corteo si snoderà lungo via G. Marconi, piazza dei Caduti, via Faul. Alle ore 11.30 è previsto l’arrivo in largo Martiri delle foibe istriane (Porta Faul), davanti al cippo che ricorda il sacrificio del viterbese Carlo Celestini. Qui verrà reso omaggio a tutti i cittadini di Viterbo e provincia, deceduti in seguito a deportazione, fucilazione o infoibamento.

 

Le dichiarazioni dell’assessore Delli Iaconi

“É davvero prezioso il lavoro che il Comitato 10 febbraio porta avanti – ha sottolineato l’assessore Delli Iaconi, ringraziando lo stesso Olmi e il presidente del Comitato Maurizio Federici -: non solo in occasione della cerimonia che ogni anno si svolge per il Giorno del Ricordo, ma anche per la ricerca, attenta e scrupolosa, che porta a raggiungere importanti risultati. Risultati che restituiscono un’identità a persone scomparse tragicamente e rendono omaggio alla loro memoria. Quella che si svolge ogni anno di fronte al cippo dedicato al viterbese infoibato Carlo Celestini è una cerimonia semplice, che tende a unire. Siamo certi che domenica 7 febbraio oltre ai rappresentati istituzionali e alle associazioni combattentistiche, ci saranno anche tanti cittadini”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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