Giugno 2013, perché venne eletto Michelini? Viaggio inchiesta tra i viterbesi
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Abbiamo ritenuto utile riportare la mente ai giorni del voto e della nascita di questo governo cittadino. Per questo invitiamo a rivedere 'Unelection Day', realizzato allora da quella che oggi è la redazione de La Fune in team con altri professionisti, all'interno del progetto Homo Voto. Il grande protagonista di allora fu l'assenteismo. Buona visione.

Giugno 2013, Leonardo Michelini è sindaco di Viterbo. Il volto rilassato del neoeletto si concentra per rilasciare la sua prima intervista al Tg3. A pochi metri da lui, seduto e scuro in volto, c’è Giovanni Arena. E’ al posto di Giulio Marini, per il quale il colpo della sconfitta era tanto preannunciato quanto forte. Comunque ha scelto di starsene altrove, lontano da Palazzo dei Priori.

Sotto, la piazza si riempie. Arrivano anche i trattori della Coldiretti. Organizzazione di cui il nuovo primo cittadino è stato presidente. Sventolano le bandiere di Viva Viterbo, alleato al ballottaggio. Qualcuno già nota che le loro ci sono e quelle del Pd no. Iniziano le prime rosicate e dopo poco anche i democratici sono “imbandierati”. Con Alvaro Corsaro Ricci che sale e fa sventolare la bandiera Pd dalla finestra del corridoio che congiunge l’accoglienza con la Sala delle Bandiere.

Una campagna elettorale per molti versi scontata. Infarcita di promesse, come tutte le campagne elettorali, di programmi e di buoni propositi. Dopo due anni e mezzo di governo l’amministrazione Michelini vive quella che sarà, molto probabilmente, la sua ultima domenica.

Abbiamo ritenuto utile riportare alla mente ai giorni del voto e della nascita di questo governo cittadino. Per questo invitiamo a rivedere ‘Unelection Day’, realizzato allora da quella che oggi è la redazione de La Fune in team con altri professionisti, all’interno del progetto Homo Voto.

Il grande protagonista di allora fu l’assenteismo. Buona visione.

Homo Vòto-Unelection Day from Homo Vòto on Vimeo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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