Giro di mazzette all'Ospedale di Tarquinia, nella lente Radiologia e un sistema di truffe alle assicurazioni: 11 indagati
ingresso_ospedale_tarquinia
aiac_banner_02
TARQUINIA - Grave l'utilizzo della strumentazione dell'ospedale per fatti privati illeciti quando i cittadini hanno liste di attesa lunghissime per eseguire esami che gli sono necessari per la propria salute.

TARQUINIA – “Cardello, per sottoporre a refertazione le persone di volta in volta indicate da Catanea senza passare per il centro di prenotazione dell’ospedale e rilasciare referti medici contenenti false attestazioni, riceveva dallo stesso Catanea somme di denaro pari a 300 euro circa a refertazione e il cambio di gomme e altri interventi di manutenzione per la sua autovettura Mini Minor, nonché altre utilità in corso di accertamento”. Queste che avete appena letto sono le parole scritte dal pubblico ministero Roberto Savelli.

Savelli è il magistrato, in forza alla Procura di Civitavecchia, che ha condotto l’indagine su un presunto giro di mazzette all’Ospedale di Tarquinia che ha finito per portare all’iscrizione sul registro degli indagati il medico Paolo Cardello, il suo intermediario nel presunto “affare illecito” Pasqualino Catanea e altre nove persone. 

Cardello è dal 2022 dirigente della diagnostica per immagini e radiologia domiciliare dell’ospedale di Tarquinia. Dal 1999 lavora per la Asl di Viterbo e dall’assunzione e fino al passaggio a Tarquinia è stato medico a Belcolle. 

L’accusa è che il medico facesse entrare nel proprio reparto persone da sottoporre a risonanze magnetiche (senza tra l’altro il passaggio per il cup) e che soprattutto avessero bisogno di referti “falsificati” per ottenere risarcimenti dalle assicurazioni. Il tutto ovviamente sotto pagamento da intascare direttamente. 

A fare scattare le indagini un assurdo: la stessa persona rimasta coinvolta in simultanea in un incidente avvenuto nel Viterbese e uno ad Arezzo. Così, presumibilmente su segnalazione della compagnia assicurativa, sarebbero scattate le indagini e le intercettazioni. Undici quelle ritenute “rilevanti ai fini della prova” dal pm: vanno dal 21 aprile al 10 giugno scorsi. Gli episodi contestati, invece, coprono un periodo che va dal 6 settembre 2022 al giugno 2024.

Il 6 settembre 2022, F.Z. (61enne di Viterbo) avrebbe ottenuto un referto falso per una caviglia. Il 30 dicembre 2022, G.R. (38enne di Civitavecchia) per un polso. Il 24 gennaio 2023, M.S. (57enne di Catania) per un ginocchio. Il 26 gennaio 2023, F.Z. (53enne di Tarquinia) per un ginocchio. Il 31 gennaio 2023, T.L.S. (51enne rumena) per un polso. Il 21 marzo 2023, M.B. (37enne di Civitavecchia) per i piedi. Il 23 marzo e il 13 luglio 2023, L.G. (59enne di Roma) per le ginocchia. Il 24 marzo 2023, F.S. (56enne di Tarquinia) per le ginocchia. Il 24 agosto 2023, S.N. (66enne di Civitavecchia) per un ginocchio.

In tutto questo avrebbe avuto un ruolo di primo piano Pasqualino Catanea, 57enne residente a Tarquinia, ritenuto l’uomo che procurava questi “pazienti speciali” al dottore. Indagati anche nove beneficiari che avrebbero ottenuto risarcimenti indebiti dalle compagnie assicurative.

Cardello è difeso dagli avvocati Elisabetta Centogambe e Alessandro Diddi, mentre Catanea da Vissia Conti. Difensore d’ufficio, almeno per il momento, per gli altri nove indagati: il legale Alessio Peluso. La difesa ha incaricato un esperto in radiologia per una consulenza tecnica di parte con l’obiettivo di dimostrare l’autenticità dei referti prodotti.

Se l’ipotesi accusatoria trovasse conferma sarebbe particolarmente grave l’utilizzo della strumentazione dell’ospedale e del tempo del medico per fatti privati illeciti quando i cittadini hanno liste di attesa lunghissime per eseguire esami che gli sono necessari per la propria salute. Il dottor Paolo Cardello intanto sarà sospeso dalle funzioni e spostato in altri uffici.

Fisioterapy Center 800x120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
aiac_banner_01
domenicale post
asvis 2
monastero interno
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
Fune 300x300
lafune_300 x 600
Onda
POST FB 02
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni