Giovedì partono i lavori di restauro del Teatro Unione: sarà una corsa contro il tempo
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La struttura è definitivamente chiusa dal 2011 e dovrà riaprire tassativamente entro il prossimo marzo, pena la perdita del finanziamento regionale di 1 milione di Euro.

Giovedì saranno consegnati i lavori per completamento del Teatro Unione: 2 milioni di euro per terminare il lunghissimo procedimento di restauro. Il prossimo 15 settembre il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini consegnerà ufficialmente le chiavi dell’impianto alla ditta vincitrice dell’appalto, che ha superato oltre 40 concorrenti per l’assegnazione dello stesso. La struttura è definitivamente chiusa dal 2011 e dovrà riaprire tassativamente entro il prossimo marzo, pena la perdita del finanziamento regionale di 1 milione di Euro.

La gara è scaduta il 30 giugno scorso, mentre dal 5 luglio sono iniziate le valutazioni della Commissione per l’assegnazione dell’appalto. Consegnati i lavori occorrerà “già” iniziare a pensare al dopo: ovvero alla partita della gestione del Teatro e dei fondi da assegnargli. Altrimenti si rischia di avere la scatola, ma non il contenuto. Un po’ come successe alle ex Terme Inps, ristrutturate e poi abbandonate.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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