Giovanni XXIII - Sel: "Perché prefettura, Asl e Comune di Viterbo stanno a guardare?"
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Cosa sta accadendo sulla storica struttura assistenziale Giovanni XXIII? Se lo chiede Sel Tuscia che accende i riflettori su una questione di grande interesse pubblico.

Ipab Giovanni XIII cosa sta accadendo? A sollevare l’attenzione sulla storica casa di riposo e Rsa viterbese ci ha pensato Sel Tuscia con una nota stampa dove tirano in ballo prefettura, Asl e Comune di Viterbo. La domanda suona così: ”Cosa aspettano le istituzioni locali, a partire dalla Prefettura,alla Asl e dal Comune di Viterbo ad intervenire per sanare tale situazione di illegittimità?”. A far scattare l’allarme il recente trasferimento di pazienti, personale e strutture della Rsa, da parte della società Giomi. Il tutto, a quanto si apprende, senza un atto fondamentale: l’autorizzazione della Regione Lazio, cui compete la titolarità dell’iter autorizzativo.

 

IL COMUNICATO DI SEL TUSCIA

‘Qualche giorno fa abbiamo denunciato il rischio di depotenziamento dell’Ipab Giovanni XXIII, connesso al trasferimento i pazienti, personale e strutture della Rsa ‘Viterbo’, avvenuto lunedì da parte della società Giomi, sebbene i diritti e le prerogative di questa società privata sulla stessa Rsa sono oggetto di discussione e di contenzioso, come denunciato dal commissario dell’Ipab, dottor Tamagnini’.

Oggi veniamo a sapere che tale trasferimento è avvenuto, senza la preventiva autorizzazione della Regione Lazio, a cui compete la titolarità dell’iter autorizzativo.

In base a quale provvedimento allora la Giomi si è arrogata il diritto di organizzare tale trasferimento che rischia di rappresentare, come denunciato dal commissario regionale in una missiva inviata alle istituzioni locali e regionali, la precondizione dell’affossamento di una istituzione socio-assistenziale storica per Viterbo, per le famiglie dei pazienti e per i lavoratori?‘.

Cosa aspettano le istituzioni locali, a partire dalla Prefettura,alla Asl e dal Comune di Viterbo (che sono destinatari della lettera del Commissario) ad intervenire per sanare tale situazione di illegittimità?

Ci risulta che lunedì in Regione ci sarà un incontro su questa incredibile situazione. Ci aspettiamo le decisioni conseguenti a tutela del bene comune.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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