Giovanni XXIII, chiusa la "casa-albergo" e spostati gli ospiti in altre strutture
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VITERBO - Nell'attesa delle integrazioni richieste, il Comune ha ordinato la chiusura della casa-albergo e ha disposto lo spostamento degli ospiti in altra struttura adeguata.

VITERBO – Chiusa la casa-albergo del centro geriatrico Giovanni XXIII. Lo ha disposto, con un ordinanza, il Comune di Viterbo in data 20 maggio, a seguito di un’ispezione dei Nas avvenuta lo scorso 6 marzo.

“I Nas – ricostruisce l’ordinanza del Comune – riferiscono di aver accertato all’interno del centro geriatrico Giovanni XXIII le seguenti tipologie di attività socio-assistenziali: servizio socioassistenziale del tipo casa di riposo per anziani per la quale è stata esibita l’autorizzazione rilasciata dal Comune, ma viene rilevata la necessità di aggiornamento con il nuovo soggetto titolare subentrato alla precedente titolare dell’autorizzazione esibita; servizio socioassistenziale del tipo casa-albergo per la quale non viene esibita alcuna autorizzazione per l’apertura e il funzionamento. Nel verbale i Nas, oltre che rilevare numerose criticità assistenziali e amministrative, chiedevano al Comune la trasmissione dell’autorizzazione ad apertura e funzionamento della casa-albergo, consistente in 24 miniappartamenti che ospitano attualmente 16 ospiti, e in subordine l’adozione di provvedimento in carenza di titolo autorizzatorio”.

Il 20 marzo l’equipe di vigilanza del settore Servizi sociali del Comune di Viterbo si reca così nella struttura sulla Teverina per gli accertamenti e verifiche del caso. “Nel corso dell’ispezione – riporta il Comune – il referente della struttura riferiva che i miniappartamenti oggetto di verifica venivano concessi con regolare locazione senza alcuna fruizione dei servizi relativi alla casa di riposo per anziani adiacente. Veniva affermato dal medesimo referente che la carta dei servizi della struttura, contenente la dizione casa-albergo, non risulta corretta in quanto le attività sono configurate come ospitalità e locazione di alloggi a singoli o nuclei familiari, anche stranieri, la cui presenza viene regolarmente segnalata alla questura. L’equipe di vigilanza del settore Servizi sociali constatava peraltro come i Pai (Piano assistenziale individualizzato, ndr) degli ospiti della casa di riposo non fossero completi nella compilazione e ne chiedeva la trasmissione con le dovute integrazioni, unitamente agli attestati delle qualifiche del personale Oss e chiedeva altresì la modifica della carta dei servizi, riportante la dicitura casa-albergo, per l’esercizio della quale non era stato emesso alcun titolo autorizzatorio da parte del Comune, stante la dichiarazione di utilizzo dei miniappartamenti a solo uso locativo a privati”.

Nell’attesa delle integrazioni richieste, il Comune ha ordinato la chiusura della casa-albergo e ha disposto lo spostamento degli ospiti in altra struttura adeguata.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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