Giovani della Tuscia dove siete? - Marcello Mariani: "Essere presente per essere futuro"
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Dove sono? Cosa pensano? Cosa possono fare per decidere il futuro del territorio le giovani generazioni e perché non lo stanno sostanzialmente facendo, rimanendo al margine dei luoghi delle decisioni. La Fune ha aperto uno spazio di riflessione e dibattito sull'argomento, invitando sostanzialmente tutti a intervenire. Basta scrivere il proprio intervento a info@lafune.eu.

Dove sono? Cosa pensano? Cosa possono fare per decidere il futuro del territorio le giovani generazioni e perché non lo stanno sostanzialmente facendo, rimanendo al margine dei luoghi delle decisioni. La Fune ha aperto uno spazio di riflessione e dibattito sull’argomento, invitando sostanzialmente tutti a intervenire. Basta scrivere il proprio intervento a info@lafune.eu.

Cerchiamo il parere di giovani amministratori, di persone di altre generazioni. Politici, giornalisti, pezzi di società civile. Ci interessano tutti i pareri. Ecco una riflessione inviata in redazione da Marcello Mariani.

 

 

Mi colpisce l’invito de La Fune proprio mentre leggo un articolo che in questi giorni riporta l’appello di docenti universitari italiani che, tra le tante incapacità dei giovani italiani a scrivere correttamente, rimarcano anche quella a far uso della “consecutio temporum”.

Così penso di rispondere a La Fune, alla sua spettabile redazione, e mi viene voglia di scrivere un breve articolo senza tempi e proprio sui giovani. Tutto su di un piano, senza prospettiva, senza profondità, tutto al presente. Certo una esercitazione e pure quasi una esile provocazione. Una sola frase e con un unico tempo al passato però, alla fine, c’è.

Iniziamo con essere presente per essere futuro. Essere presente per essere futuro, ce lo ripetiamo da quando inizia questa nostra avventura di giovani. Ora succede che vinciamo,anzi stravinciamo, in poche settimane, in tutti gli istituti di Viterbo le elezioni, siamo il Gsd, siamo il Gruppo Studenti Democratici.

In tutte le scuole una marea di adesioni e voti, insomma ci siamo, siamo organizzati e facciamo movimento come non si vede da anni. Dibattiti, assemblee volantinaggi e manifestazioni, scioperi ed occupazioni sono all’ordine del giorno e pane quotidiano di questo gruppo di studenti democratici.

So già che non ci credete ma siamo a Viterbo, lottiamo insieme e veniamo da tutti i quartieri della città e da tutta la provincia. Siamo in tanti eletti negli organismi di rappresentanza degli istituti superiori, insieme ad altre sigle giovanili inneschiamo “Comitati di Base” e con essi gestiamo le famose assemblee che sono momento focale della ribellione studentesca di questi anni.

In poco tempo veniamo prima contattati e poi assorbiti anche dall’agone politico. Da gruppo studentesco ci interroghiamo, poi è facile capire come la sirena della politica ed anche la passione che ci muove ci porti alla sfida del consenso. Eccoci allora ed in breve dentro le sezioni della D.C. a Viterbo e nella provincia viterbese a raccogliere adesioni, con una nostra primitiva storytelling, appena abbozzata e da provetti dilettanti. Eppure la freschezza, la caparbia volontà di esserci e di contare alla fine premia questi giovani.

Questi giovani sfondano e la città capoluogo fa da traino alla loro presenza, alcuni di questi giovani si fanno classe dirigente e si fanno amministratori. Li ritroviamo dentro tutte le Circoscrizioni e soprattutto in un baleno li ritroviamo dentro l’amministrazione della città capoluogo, poi alla sua guida.

In un congresso, epocale, della balena bianca questi giovani, una mattina, salgono a San Martino e fanno argine umano tra il banco della presidenza e le poltrone di prima fila contro un presidente congressuale inviato da Roma e poco gradito, con un nome ingombrante, e non solo, come quello dell’onorevole Salvo Lima.

Questa è una mattinata da ricordare. Una bordata di fischi, poi urla, canti e cori da stadio, ma noi no, noi Salvo Lima non lo facciamo parlare, la balena bianca viterbese ed il suo Congresso capiscono che questi giovani fanno sul serio.

Quella mattina molti di noi hanno nelle orecchie, ma anche nel cuore, il monito che ci indirizza alcuni anni prima Benigno Zaccagnini, con un dito ossuto alzato verso il cielo, in un teatro di Bergamo, nella città alta, mentre costruiamo il movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Conclude ammonendo:” Siate liberi…!” e noi in risposta gli cantiamo Bella Ciao, tutti in piedi saltando sulle poltrone. Ad ascoltare Zaccagnini insieme c’è con noi Aldo Moro, in tutto il suo arido ed etico carisma.

Credo che siano proprio Bergamo e quel suo Teatro che ci frullano e ci rimbalzano in mente, terminata l’assise di San Martino, mentre a sera ce ne ritorniamo a Viterbo e fieri ci disperdiamo per la sua provincia.
Lima a Viterbo noi non lo abbiamo fatto parlare. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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