Giovane viterbese minaccia col coltello agenti di polizia, arrestato
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VITERBO - Subito il ragazzo, senza motivo, cominciava ad inveire e minacciare gli operanti, brandendo un coltello. Più volte cercava di colpirli ma questi, approfittando di un suo momento di distrazione, riuscivano a disarmarlo con non poche difficoltà.

VITERBO – Nella notte di giovedì personale della Polizia di Stato della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Viterbo ha tratto in arresto un 21enne viterbese per i reati di lesioni aggravate e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Nello specifico gli operatori erano intervenuti in Via Vico Squarano a seguito di segnalata lite tra un giovane viterbese e una 60enne di origine polacca, scaturita dai dissapori intercorsi tra il primo e il figlio della donna. Sul posto, durante le procedure di identificazione degli autori della vicenda, giungeva a piedi, in evidente stato di alterazione indotto dall’abuso di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti, il 21enne viterbese figlio della suddetta signora, già noto per numerosi precedenti di polizia.

Subito il ragazzo, senza motivo, cominciava ad inveire e minacciare gli operanti, brandendo un coltello. Più volte cercava di colpirli ma questi, approfittando di un suo momento di distrazione, riuscivano a disarmarlo con non poche difficoltà.

Ne scaturiva una colluttazione durante la quale una giovane poliziotta veniva attinta al volto ed agli arti inferiori dai colpi sferrati dall’aggressore, provocandole lesioni giudicate guaribili con 10 giorni di prognosi. L’attività si concludeva con l’arresto del soggetto, convalidato nella mattinata odierna durante il giudizio direttissimo all’esito del quale l’Autorità giudiziaria ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Viterbo con la prescrizione della permanenza domiciliare dalle ore 21 della sera alle ore 7 del mattino.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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