Giovane coppia aggredita in centro – Lui accoltellato alla schiena
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VITERBO – I ragazzi sono stati assaliti da uno straniero armato di coltello. Il ragazzo è stato ricoverato in ospedale con ferite giudicate guaribili in dieci giorni. Viterbo è ancora una città sicura?

VITERBO – Momenti di terrore venerdì sera nel cuore del centro storico di Viterbo, in piazza della Repubblica. Una coppia di fidanzati è stata aggredita da un uomo di nazionalità straniera, presumibilmente nel tentativo di derubarli.

Ne è nata una colluttazione in cui il ragazzo sarebbe riuscito a colpire in volto l’aggressore, il quale si è dato alla fuga. Ma essendo a sua volta colpito da una coltellata alla schiena.

Quando i carabinieri sono arrivati sul luogo dell’ aggressione il malvivente era però riuscito a scappare. I militari stanno verificando se in zona ci siano telecamere che possano aver ripreso l’aggressione.

Il ragazzo è stato ricoverato presso l’ospedale di Belcolle con ferite giudicate guaribile in dieci giorni.

Un episodio grave che torna a far accendere i riflettori su un tema molto delicato, quello della sicurezza in città.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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