Giovane aggredito da un gruppo di coetanei nel tranquillo quartiere Murialdo
carabinieri
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VITERBO - Il giovane, appena 18enne, è stato raggiunto all'improvviso da un gruppo di altri ragazzi e picchiato. Ha ricevuto un pugno in pieno volto e una serie di altri colpi in tutte le parti del corpo. Tanto che è stato necessario ricorrere alle cure del pronto soccorso di Belcolle. 

VITERBO – Ragazzo aggredito nella sera di giovedì da un gruppo di coetanei. E’ accaduto nel tranquillo quartiere Murialdo, nei pressi della parrocchia intitolata a San Leonardo.

Il giovane, appena 18enne, è stato raggiunto all’improvviso da un gruppo di altri ragazzi e picchiato. Ha ricevuto un pugno in pieno volto e una serie di altri colpi in tutte le parti del corpo. Tanto che è stato necessario ricorrere alle cure del pronto soccorso di Belcolle. 

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i genitori di alcuni compagni del giovane. L’episodio, piuttosto inquietante, accende i riflettori sul problema della sicurezza in città. Un tema molto caldo in alcune parti del centro storico e che sta iniziando a dilagare anche nei quartieri al margine del centro storico. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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