Giovane accoltellato alla schiena in un appartamento di San Faustino

VITERBO - Dopo il gesto violento sono stati avvisati gli uomini del 118 e sul posto si è precipitata anche la squadra volante della Questura. Il ragazzo, classe 1992, è stato trasportato a Belcolle. Non è in pericolo di vita.
VITERBO – Trentenne accoltellato alla schiena in un appartamento del quartiere San Faustino. Il fatto si è verificato nella serata tra venerdì e sabato, come atto al culmine di una violenta lite tra domenicani.
Dopo il gesto violento sono stati avvisati gli uomini del 118 e sul posto si è precipitata anche la squadra volante della Questura. Il ragazzo, classe 1992, è stato trasportato a Belcolle. Non è in pericolo di vita.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi


















